Ginecologia, ambulatorio da terzo mondo
Ecografo malfunzionante, lettino che traballa e armadi rotti. Eppure il reparto è d’eccellenza
LANCIANO. Stanza e bagno piccoli e angusti, armadi fatiscenti senza lucchetto, ecografo vecchio e malfunzionante, lettino traballante, computer antiquato e schedari accatastati su scaffali di fortuna. È questo che migliaia di pazienti dell’ambulatorio di ginecologia e menopausa dell’ospedale Renzetti si trovano di fronte ogni volta che devono affrontare una visita nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. «Sembra di stare nel terzo mondo», commentano le pazienti in attesa in un androne del corridoio senza aria condizionata e inadatto ad ospitare tante persone. «L’altro giorno dovevo fare un’ecografia interna», aggiunge una donna, «ma il macchinario era rotto e ho potuto fare solo quella esterna. Eppure il ticket si paga a caro prezzo».
L’ambulatorio, situato nella vecchia ala del Renzetti, sembra essere stato lasciato a se stesso da decenni. I medici non hanno schedari efficienti, strumenti adeguati e moderni e mancano perfino i cassetti alle scrivanie. Gli armadi, con ante sconnesse e sempre aperte, risalgono agli anni ’70. L’ecografo, poi, dimostra tutto il suo limite strutturale dovuto all’usura e al tempo: si blocca spesso e bisogna rimandare le visite ai giorni “fortunati” in cui si può contare sulla strumentazione. Anche l’ambulatorio è inadatto essendo piccolo e angusto. Il lettino è traballante e bisogna intervenire manualmente per non far crollare il poggiapiedi che in diverse occasioni è caduto nel bel mezzo di una visita, perfino a donne in attesa, con l’evidente preoccupazione di provocare possibili danni al nascituro. A separare il lettino dalla porta di ingresso c’è, inoltre, solo una tenda, un limite grave per chi vuole garantita la privacy in un momento e in una condizione, quella di paziente, già di per sè delicati. Il bagno è stretto. Spesso manca di carta igienica e non ci sono armardietti, appigli, nè mensole per poggiare gli effetti personali. Eppure il reparto di Ostetricia e ginecologia, grazie alla professionalità dei medici e operatori, è considerato un’eccellenza nel campo sanitario abruzzese. Sono migliaia le pazienti che si rivolgono alla sanità pubblica sia per attività istituzionali di ginecologia e menopausa che per visite intramoenia, preferendo il Renzetti alle visite specialistiche presso privati. L’ambulatorio viene utilizzato anche per la libera professione di quattro medici, attività svolta a pagamento dall’utenza. Ma quello che ci si trova di fronte è di fatto un ambulatorio per niente all’altezza delle aspettative di una sanità efficiente e moderna.
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