Gioco d’azzardo, la Bper fa prevenzione nelle scuole

CHIETI. Il gioco d’azzardo si avvicina sempre di più ai più giovani minando la loro salute mentale e il portafoglio dei familiari. Arrivano a quota 700 mila i minori coinvolti in questo problema...
CHIETI. Il gioco d’azzardo si avvicina sempre di più ai più giovani minando la loro salute mentale e il portafoglio dei familiari. Arrivano a quota 700 mila i minori coinvolti in questo problema sociale che tocca molto da vicino l’Abruzzo, regione ai primi posti in Italia per spesa pro capite media costante in slot machine, gratta e vinci.
Per questo motivo la Bper Banca, in collaborazione con Il Centro, prosegue il suo percorso di informazione e prevenzione nelle scuole superiori per mettere in guardia gli studenti su comportamenti apparentemente innocenti ma che alla fine possono portare alla disperazione e al suicidio. Il responsabile della direzione territoriale Adriatica della Bper Banca Guido Serafini ha spiegato il problema 180 studenti, tra i 16 e i 18 anni, dell’Istituto “Galiani - de Sterlich” di Chieti affiancato dal direttore del Dipartimento di salute mentale della provincia di Chieti, Massimo Di Giannantonio, professore di Psichiatria della facoltà di Medicina alla d’Annunzio e presidente dell’associazione psichiatri italiani. «Abbiamo preso a cuore questo problema che ci riguarda da vicino», spiega Serafini, «considerandolo un discorso di civiltà e responsabilità civile. Dopo una serie di conti in rosso e debiti contratti dai nostri clienti abbiamo deciso di bloccare le carte di credito sui gambling, ossia quelle che vengono utilizzate per il gioco d’azzardo, stilare un vademecun per aiutare le famiglie e portare avanti questi incontri per far conoscere ai giovani il rischio del gioco e elle scommesse». Anche la dirigente della scuola, Candida Stigliani, affiancata dalla professoressa Lucia Fratturelli, ha sottolineato quanto prezioso sia il contributo esterno di specialisti del settore per aprire gli occhi ai giovani ammaliati dall’uso sconsiderato del digitale. «Sono i soldi purtroppo a spingere la gente a giocare d’azzardo», commenta Di Giannantonio, «perché servono per vivere, ma poi sono sempre i soldi, sotto forma di debiti, che rendono la vita impossibile fino alla morte propria e dei propri cari».(d.p.)
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