Gioco della ruzzola, accuse all’associazione

GUARDIAGRELE. Che cosa succede al “Gioco della ruzzola” che tanta notorietà ha dato alla contrada Villa San Vincenzo di Guardiagrele? Sembra che molti appassionati se ne siano allontanati. Secondo il...
GUARDIAGRELE. Che cosa succede al “Gioco della ruzzola” che tanta notorietà ha dato alla contrada Villa San Vincenzo di Guardiagrele? Sembra che molti appassionati se ne siano allontanati. Secondo il maestro Nicolangelo Carosella, bisogna risalire al 1° marzo 2010 «quando ci presentammo dal notaio per l’atto costitutivo dell'associazione “Amici della ruzzola”. Inizialmente essa era composta da 6 elementi. Nel giro dei tre anni successivi raggiunse 36 associati. Durante il triennio ci adoperammo, con varie iniziative, affinché ci fosse maggiore interesse da parte della comunità locale. Questo particolare, durante gli ultimi tre anni, pare sia sfuggito a quei pochi rimasti a rappresentare un’associazione che sembra vada spegnendosi. Il sodalizio», prosegue Carosella, «è regolato da uno statuto con 20 articoli chiari che bisognerebbe rispettare. Nell’ottobre 2014, vedendo come procedevano le cose, chiesi chiarimenti sulla conduzione del sodalizio. A parte organizzazione di eventi o iniziative che potessero coinvolgere la comunità, evidente era la mancanza della convocazione dell’assemblea almeno una volta l’anno secondo lo statuto per la chiusura del bilancio e il rinnovo tessere. L’associazione è sorta per mantenere viva a Villa San Vincenzo la tradizione del “gioco del formaggio” come è stata tramandata. È accaduto, invece, che anziché creare più entusiasmo e voglia di partecipare, ha allontanato anche quei pochi appassionati che seguivano l’associazione. L'aspetto agonistico», sottolinea Carosella, «che si vuole mettere in evidenza è circoscritto alle performance di qualche individuo che vuole confrontarsi a livello personale. Nessuno vieta che dal gruppo venga fuori qualcuno che voglia cimentarsi a vari livelli, ma l’aspetto principale è di mantenere il gioco del formaggio a Villa San Vincenzo, nel modo e nel luogo dove si è praticato per decenni e che per molti abruzzesi e non identificava la nostra frazione».
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