Gioco delle tre campane per truffare un anziano: scattano due condanne

Il 77enne adescato sull’A14 durante una sosta per andare in bagno: «Così mi hanno portato via 700 euro, ero sotto choc e spaventato»
CHIETI. Il gioco delle tre campanelle è un trucco vecchio come il mondo. «Un, due, tre, la pallina dov’è?», il tempo di finire la frase e il pacco è servito. Non si può vincere – se la posta è alta – semplicemente perché la pallina non è sotto nessuna campanella ma nella mano del truffatore. Eppure, soprattutto negli autogrill, c’è chi ci casca ancora, un po’ perché gli imbroglioni hanno affinato le loro tecniche, un po’ perché tra i viaggiatori c’è sempre qualcuno che si sente più furbo di tutti. Ma può anche accadere che i truffatori finiscano in trappola. Ne sanno qualcosa Mirko Ferraro, 47 anni, e Giuseppe Passaro, 73 anni, entrambi originari di Teano, in provincia di Caserta: due giorni fa, sono stati condannati per furto, rispettivamente a tre anni e due anni di carcere, dal giudice del tribunale di Chieti Filomena Cofone.
I fatti sono avvenuti sull’autostrada A14, nell’area di servizio Alento Est, che ricade nel territorio comunale di Miglianico. Come ricostruito dal procuratore Lucia Anna Campo (pm d’aula Alissa Miscione), gli imputati – in concorso fra loro e con altre persone rimaste ignote – «si impossessavano della somma di 700 euro» sottraendola a un pescarese di 77 anni. È scattata la doppia aggravante «di aver agito in più persone e con l’uso di mezzo fraudolento, consistito nell’avere due complici (non identificati) avvicinato la vittima al fine di invogliarla a partecipare al gioco delle “tre campane”, venendo da subito circondata da sette persone tutte facenti parte del sodalizio, iniziando a giocare e venendo energicamente allontanata immediatamente dopo la perdita di 700 euro».
Il 77enne ha raccontato in aula: «Quel giorno stavo tornando da Vasto e mi sono fermato alla stazione di servizio per andare al bagno. Davanti alla toilette c’era un signore che mi ha detto: “Qui è chiuso, si entra da dietro”. Io l’ho seguito, pensavo che mi stesse accompagnando in bagno, e invece mi sono ritrovato di fronte un tavolino con delle persone e una campanella. Poi mi ha detto di prendere il portafoglio e di cominciare a contare i soldi. Io l’ho fatto perché sono rimasto scioccato. In quel momento non sapevo che fare. Anzi, ho pensato: questi mi faranno del male. Ho seguito quello che mi hanno detto: ho consegnato tutto il denaro che avevo, ovvero 700 euro, all’uomo che stava seduto dietro al tavolino e aveva la campanella». Dopo un po’, in base al racconto della vittima, i truffatori hanno tolto il tavolino e se la sono data a gambe levate. «Si è messo i soldi in tasca e io sono rimasto solo, sotto choc. Sono pure cardiopatico. Ho chiesto a una persona che si trovava lì vicino: “Ma questi dove sono andati?”. Mi ha risposto che erano nel parcheggio. E infatti stavano andando via con una roulotte. Gli ho fatto cenno di ridarmi i soldi, ma hanno chiuso lo sportello e sono partiti. Per me è stato un colpo forte. All’inizio ho pensato: cosa è successo? Come ho fatto? Poi però, ricostruendo tutto, forse è meglio che ho consegnato i soldi. Se poi mi facevano del male?».
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