Gioielliere rapinato e colpito alla testa

2 Ottobre 2018

Raid di tre banditi all’ora di pranzo. L’uomo ferito col calcio di una pistola. Nel locale anche una cliente fatta inginocchiare

CUPELLO. Rapina all’ora di pranzo in paese e ferito il titolare del negozio. Ammonta a circa 5mila euro il bottino di un colpo messo a segno da tre giovani nella gioielleria orologeria di Mario Boschetti, in corso Mazzini, a Cupello. Mancava una manciata di minuti alle 13, ieri, quando un giovane con il volto coperto da un paio di occhiali e una folta barba (probabilmente finta) è entrato nella gioielleria chiedendo al titolare di mostragli alcuni gioielli. Non appena il gioielliere si è voltato per aprire la cassaforte, il giovane lo ha colpito alla testa con una pistola e ha ordinato a una cliente di inginocchiarsi e abbassare la testa. Subito dopo l’uomo ha minacciato la vittima di sistemare i plateau con i gioielli sul bancone e ha chiamato i complici. I due sono così entrati con il volto coperto da passamontagna.
I banditi si sono impadroniti dei gioielli sul bancone, li hanno infilati nelle tasche di pantaloni e giubbotti e sono fuggiti a piedi in direzione di San Salvo. I tre si sono divisi imboccando tre diversi vicoli. Un cittadino pare che li abbia visti poco dopo salire su una Fiat 500 L di colore bianco ed abbia provato a inseguirli. I tre sono riusciti comunque a dileguarsi.
Purtroppo la gioielleria non ha telecamere. I carabinieri, arrivati sul posto pochi minuti con la polizia locale e il servizio di emergenza sanitaria 118, stanno visionando i filmati registrati da altri impianti della videosorveglianza. Il gioielliere è stato trasferito dall’ambulanza del 118 all’ospedale San Pio di Vasto. Ha riportato una ferita lacero contusa alla testa ma non è grave. I medici che lo hanno soccorso hanno assicurato che fisicamente non sta male ma psicologicamente è piuttosto provato.
Le modalità della rapina ricordano il colpo fatto lo scorso inverno a Vasto nella gioielleria Scafetta, in corso De Parma. L’accento dei tre ieri era marcatamente meridionale. Di sicuro erano italiani. Anzi, alcune imprecazioni portano gli investigatori a ipotizzare che i tre non siano arrivati da lontano. La conoscenza dei vicoli del paese e delle strade che portano verso il casello autostradale Vasto sud rafforza questa ipotesi. «Al momento non scartiamo nessuna ipotesi», dice il maggiore Amedeo Consales, comandante della Compagnia dei carabinieri di Vasto. «La speranza è che qualche telecamera ci aiuti. Confidiamo anche nella collaborazione dei cittadini», afferma l’ufficiale.
I militari stanno cercando di realizzare un sommario identikit con i dati loro in possesso. Non appena starà meglio, il titolare della gioielleria farà un inventario dei preziosi rubati descrivendo anche gli oggetti. Non solo per quantificare il valore del bottino, ma anche per scoprire se i rapinatori cercassero qualcosa di particolare di particolare tra i preziosi rubati. Sarà importante accertare anche se nei giorni scorsi nella gioielleria sono entrati clienti sconosciuti. Potrebbero essere stati complici e informatori della gang. Posti di blocco sono stati istituiti in diversi punti del territorio e nelle diverse vie di fuga. Setacciata anche l’A14. Al vaglio degli inquirenti il racconto di quanti hanno assistito alla scena. Ogni particolare visto è utile per risalire ai tre banditi che hanno agito con freddezza e lucidità.
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