Giornata decisiva sul futuro della Esplodenti

Il Riesame decide sul ricorso per la seconda inchiesta, il gip di Vasto sul dissequestro degli uffici
CASALBORDINO. Settimana decisiva per i lavoratori della Esplodenti Sabino. Oggi il tribunale del Riesame discuterà il ricorso presentato contro il nuovo sequestro operato dalla Procura nella polveriera di Casalbordino il 23 marzo scorso. Contestualmente a Vasto, il gip Fabrizio Pasquale dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta di dissequestro parziale dell'azienda. A seguire nei prossimi giorni è prevista una nuova ispezione a Casalbordino da parte degli artificieri.
Per gli 80 dipendenti che dal 21 dicembre 2020, data dell'esplosione costata la vita a 3 colleghi, si prevedono giorni intensi. I responsabili dell'azienda dopo l'ultimo sequestro si sono chiusi a riccio limitandosi a precisare che risponderanno alle accuse mosse dal movimento ambientalista Forum H2O, nelle sedi opportune.
Intanto oggi da Vasto potrebbe arrivare almeno il dissequestro degli uffici. Un passaggio importante che i lavoratori aspettano da tempo e dal quale potrebbe dipendere la ripresa parziale del lavoro. Nei giorni scorsi anche i sindaci di Fossacesia e Torino di Sangro, rispettivamente Enrico Di Giuseppantonio e Nino Di Fonso , dopo un incontro con i rappresentanti sindacali, hanno unito il loro appello a quello dei sindaci di Casalbordino, Guilmi e Pollutri, rispettivamente Filippo Marinucci, Carlo Racciatti e Nicola Mario Di Carlo. I sindaci chiedono alle autorità preposte di aiutare 80 lavoratori a non perdere il lavoro.
La Procura ha già spiegato che ogni azione è mirata oltre che alla scoperta della verità (perché si è verificata l'esplosione che ha dilaniato 3 operai) a garantire la sicurezza a tutti i lavoratori. Il nuovo sequestro deciso il 23 marzo è stato il risultato delle indagini condotte sul posto.
I lavoratori, tuttavia, insistono e chiedono di trovare un modo per assicurare comunque loro il lavoro e lo stipendio.
L'azienda ha già dichiarato di non poter più mantenere il sito se la sospensione della licenza durerà ancora a lungo. I legali dei dirigenti della Esplodenti Sabino si sono chiusi e chiedono discrezione e tranquillità.
La Esplodenti Sabino è ferma dal 21 dicembre 2020. Il 24 dicembre la prefettura di Chieti ha sospeso la licenza ai titolari dell'azienda. Questi ultimi sono indagati per la morte di Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino; Paolo Pepe, 54 anni, di Pollutri e Nicola Colameo, 45 anni, di Guilmi. Tredici giorni fa sono stati iscritti dal procuratore Giampiero Di Florio per la seconda volta nel registro degli indagati con l'accusa di illeciti amministrativi. (p.c.)
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