Giornata della vita Chiesa gremita per la veglia notturna

7 Febbraio 2017

Il tema di quest’anno verte sulla figura di Madre Teresa e la centralità dell’uomo, dal concepimento alla morte

CHIETI. Nonni e nipoti, insieme, “uomini e donne per la vita, nel solco di Santa Teresa di Calcutta”, per celebrare la 39ª edizione della Giornata per la vita, indetta ogni anno dalla Cei. A Chieti, la manifestazione, è stata promossa dal Movimento per la vita, presieduto dal medico ginecologo Claudio Micucci, in collaborazione con l’équipe della pastorale familiare della diocesi. Nella chiesa di San Domenico, gremita di persone, a presiedere la veglia notturna c’era l’arcivescovo, monsignor Bruno Forte. Il tema di quest’anno è legato a Madre Teresa di Calcutta, la santa degli ultimi della Terra. Anche quest’anno la veglia per la Giornata per la vita ha coinvolto gli studenti delle scuole medie superiori, che hanno accompagnato con i loro canti e la loro freschezza tutta la manifestazione. A concluderla, un saggio di danza e un canto tratto dal musical di Michele Paulicelli dedicato alla santa. «Teresa, un uccellino illuminato al Signore, distribuisce il suo mangime in un mare di sofferenza incommensurabile. Eppure lotta, s’ingegna, soffre, prega... e lentamente riesce a costruire, semplicemente, spargendo intorno a sé amore, fede e speranza». Due i temi dominanti dell’evento, come ha sottolineato Micucci durante il suo intervento, entrambi «caratterizzati da estrema fragilità: il primo, è quello del concepimento, che ha riguardato tutti noi, come atto d’amore da parte di una madre, il secondo è il momento di estrema debolezza, che tutti dovremo affrontare, quello della dipendenza, del bisogno, in cui vorremmo trovare accanto a noi Madre Teresa». E mentre in chiesa risuonavano i canti del coro e dei ragazzi, su uno schermo scorrevano le immagini della vita di Madre Teresa e delle suore del suo ordine religioso. E, infine, l’Inno alla vita composto dalla santa. «La vita è bellezza, ammirala. La vita è un’opportunità, coglila. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, abbine cura. La vita è una ricchezza, conservala. La vita è amore, donala. La vita è un mistero, scoprilo. La vita è promessa, adempila. La vita è tristezza, superala. La vita è un inno, cantalo. La vita è una lotta, accettala. La vita è un’avventura, rischiala. La vita è felicità, meritala. La vita è la vita, difendila». Ed è proprio sulla scorta del “sogno” di Madre Teresa che si snoda anche il messaggio del Consiglio episcopale. «Educare alla vita», dice il messaggio, «significa entrare in una rivoluzione civile che guarisce dalla cultura dello scarto, dalla logica della denatalità, dal crollo demografico, favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine naturale».