Giorni di lavoro extra a luglio Tre sindacati: «Sono troppi»
ATESSA. . Straordinari “roventi” in Sevel per i sindacati Fiom, Slai Cobas e Usb che hanno indetto uno sciopero per le giornate di turni lavorativi extra previsti per luglio. La Fiom incrocerà le...
ATESSA. . Straordinari “roventi” in Sevel per i sindacati Fiom, Slai Cobas e Usb che hanno indetto uno sciopero per le giornate di turni lavorativi extra previsti per luglio. La Fiom incrocerà le braccia per otto ore i sabato 1° e 8 luglio e domenica 9, mentre Slai Cobas e Usb anche il 15 e 23 luglio. La direzione aziendale ha programmato in calendario cinque giorni di straordinario a luglio dopo i cinque già effettuati a giugno per far fronte al crescente carico produttivo degli ultimi mesi. Sevel anche quest’anno potrebbe rinnovare infatti il record produttivo andando oltre i 290mila furgoni realizzati lo scorso anno. Ma il ricorso ai sabati e alle domeniche di lavoro extra dopo anni di ritmi serrati e turni straordinari non piace a Fiom e Slai Cobas.
«Ancora una volta l’azienda ignora le esigenze e le difficoltà di chi lavora in fabbrica», si legge in un volantino della rsa Fiom, «convocando con il principio di obbligatorietà tutti noi a prestare lavoro sabato e domenica nel mese più caldo dell’anno con temperature altissime. Sono cinque le giornate interessate ben sapendo che tanti di noi, tra straordinari e recuperi, hanno già prestato lavoro nel weekend per ben 12 volte, un numero elevatissimo se pensiamo che siamo soltanto a giugno». Non basta per la Fiom nemmeno il prolungamento dei mesi lavorativi per 357 dipendenti a tempo determinato, una goccia nel mare che per il sindacato di Maurizio Landini, «non compensa il dimagrimento occupazionale che si è verificato negli ultimi anni». «Le tanto sbandierate assunzioni di cui i sindacati firmatutto hanno sbandierato hanno parlato in questi giorni», incalza il segretario provinciale Fiom, Davide Labbrozzi, che chiede l'apertura di un tavolo negoziale, «non sono affatto sufficienti. E va affermato un principio sacrosanto: il lavoratore a tempo indeterminato che va via non può essere sostituito da un precario che resta tale per periodi particolarmente lunghi. Di fronte a tali volumi di crescita l’azienda avrebbe dovuto assumere a tempo indeterminato le persone che già da tanto lavorano in una condizione di precarietà contrattuale».
«In Sevelandia», critica lo Slai Cobas, «le maestranze vengono sempre più considerate, comprese quelle in trasferta da Melfi (fino all’11 settembre in Sevel lavoreranno 120 dipendenti lucani per permettere ad una maggiore percentuale di lavoratori Sevel di godere delle ferie, ndc) animali da macello, sacrificabili senza tregua fino allo sfinimento». “Riprendiamoci la vita” è invece lo slogan del sindacato Usb che ha calcolato la media di ore lavoro pro capite in vari paesi: Germania 1.400 ore, Francia 1.500, Italia 1.800 e in Sevel oltre 2.000.
Usb chiede inoltre lo stop del rinnovo di «contratti precarizzati a cui invece molti plaudono», il blocco degli straordinari nei mesi più caldi e l'immediata assunzione di 500-700 dipendenti «per rendere più umano il lavoro in fabbrica».
Daria De Laurentiis
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