Giovane ferito da un cacciatore, ora scoppia la polemica

6 Gennaio 2024

SAN VITO CHIETINO. Proseguono le indagini dei carabinieri di Ortona e di San Vito Chietino per scoprire chi sia stato a sparare il colpo di fucile da caccia che ha colpito un 34enne di Lanciano,...

SAN VITO CHIETINO. Proseguono le indagini dei carabinieri di Ortona e di San Vito Chietino per scoprire chi sia stato a sparare il colpo di fucile da caccia che ha colpito un 34enne di Lanciano, Franco Giancristofaro, nelle campagne di San Vito. L’agricoltore era con il padre nel suo terreno quando è stato ferito al volto, al torace e alla spalla da pallini di un fucile da caccia. Quel giorno infatti era aperta l’attività venatoria per i volatili nella zona e fortunatamente non si è trattato di un proiettile da cinghiale, che non avrebbe lasciato scampo al giovane, ora ricoverato all’ospedale di Lanciano con una prognosi di 20 giorni. Il ragazzo non ha ancora sporto formale denuncia alle forze dell’ordine ma ha fatto appello, attraverso il Centro, al responsabile di farsi avanti. I carabinieri al momento hanno ascoltato gli unici testimoni del fatto, che sono la vittima e il padre, e interpellato alcuni proprietari terrieri della zona.
«L’ultimo episodio», riflette Filomena Ricci, delegato Wwf Abruzzo, «ripropone il tema della pericolosità dell’attività venatoria svolta da parte di soggetti che finiscono per rappresentare un vero e proprio pericolo per agricoltori, escursionisti e semplici cittadini. È poi molto grave che il responsabile dell’accaduto si sia allontanato non fornendo le sue generalità, cercando così di sottrarsi alle necessarie indagini». E ancora: «Nella stagione venatoria 2022/23, in Italia, la caccia ha ucciso 22 persone e ne ha ferite 57. Il Wwf ritiene assurdo che si dia sempre più spazio a una attività ludica così pericolosa e inutile. Continuare a sparare ai cinghiali, come si fa ormai da decenni, non risolve il problema ma lo peggiora».
Sul tema è intervenuta anche Daniela Torto, deputata abruzzese del Movimento 5 Stelle. «È inaccettabile che qualcuno debba rischiare di morire mentre lavora nei campi o passeggia in un parco per l’incoscienza di pochi. Ormai cacciare è diventato solo un modo per farsi foto sorridenti in mimetica con ai piedi dei cacciatori animali insanguinati. Non è così che si tutela il nostro ambiente e, a questo punto, neppure le nostre comunità». Poi, l’attacco: «Il presidente della Regione Marco Marsilio e il centrodestra sono i veri responsabili di questa indegna situazione. I loro partiti continuano a favorire la lobby della caccia con pericolosi provvedimenti».
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