Giovane in coma, più controlli sulla movida

Stretta sulle consumazioni e stop ai distributori automatici di bevande. È polemica sulla sicurezza
LANCIANO. Movida sotto osservazione dopo l’aggressione ai danni di un diciottenne, avvenuta sabato scorso nell’area dell’ex stazione ferroviaria. Alla stretta sulle consumazioni in piedi ai bar (consentite fino alle 18), si è aggiunta la chiusura dei distributori automatici di alimenti e bevande, decisa dal sindaco Mario Pupillo per scongiurare gli assembramenti. Implicita la stretta anche al consumo di alcolici, che i giovani sono soliti acquistare in giro per poi spostarsi tra i binari bui dell’ex stazione. È qui che sabato notte Giuseppe Pio D’Astolfo è stato colpito da un pugno alla tempia, che da una settimana lo tiene in coma farmacologico a Pescara. Del violento gesto si è assunto la responsabilità un tredicenne di etnia rom, che avrebbe reagito per paura di essere aggredito. Il minore, che si è presentato in caserma per rilasciare dichiarazioni spontanee, era stato già identificato e denunciato dai carabinieri di Lanciano insieme ad altri quattro giovani, due minorenni di 14 e 15 anni, e due maggiorenni, zio e nipote di 30 e 18 anni. E proprio sul ruolo di questi ultimi nelle varie fasi dell’aggressione che si starebbero concentrando gli approfondimenti investigativi degli inquirenti. Dopo le dichiarazioni del tredicenne, che ha riferito della presenza insieme a lui dei soli minorenni, è scattata una raffica di perquisizioni domiciliari, disposte dalla Procura, nel corso delle quali sono stati acquisiti i telefoni di tutti gli indagati e di alcuni familiari.
In città, intanto, ci si interroga su quanto accaduto e sui giovani protagonisti. «Quando in una vicenda di violenza il protagonista è un minore di 13 anni, è necessario porsi qualche domanda sui motivi che spingono un ragazzino a gesti di violenza inaudita», afferma Nuova Lanciano, «occorre investire di più sul sociale, attivando punti di aggregazione giovanile in cui i ragazzi possano essere seguiti negli orari extrascolastici e intervenendo per tempo nei contesti familiari dove non vi è più alcuna tutela per il minore».
«Le destre hanno strumentalizzato questo episodio generando un forte clima di odio e intolleranza verso la comunità rom», sostiene il comitato Lanciano a sinistra, «bisogna fare in modo di non alimentare ancora questo clima, promuovendo iniziative culturali indirizzate ai giovani, dove la tolleranza e il rispetto delle diversità siano valori universali».

