Giovani morti, la verità dalla perizia sul guardrail

Ricollocata sulla Statale 16 la barriera metallica che si era conficcata nell’auto Periti, avvocati e investigatori sul posto dell’incidente per fare chiarezza
VASTO. 17 luglio 2016, ore 4 del mattino. Sulla Statale 16 tra Petacciato e Montenero di Bisaccia, a poca distanza dal confine fra Abruzzo e Molise, due giovani vastesi, Domenico Castrignanò, 21 anni, studente di Geologia all’università d’Annunzio, e il calciatore Andrea Marinelli, 22 anni, già alle giovanili con il Vasto Marina, perdono la vita. I due ragazzi viaggiavano su una Fiat Panda con altri due amici e tornavano a casa dopo aver partecipato ad una festa. Ieri mattina, su disposizione della Procura di Larino, periti, avvocati e investigatori sono tornati sul posto della tragedia per ricostruire quello che è successo due mesi e mezzo fa. La magistratura vuole accertare se la morte di Domenico Castrignanò e Andrea Marinelli è stata provocata dalla violazione delle norme del codice della strada o da altre situazioni inerenti la viabilità. La Procura ha nominato Giovanni Russo in qualità di perito. Alla presenza di un tecnico dell’Anas, ieri mattina tre grosse gru hanno recuperato il pezzo di guardrail contro il quale finì la Panda sulla quale viaggiavano le vittime e i loro amici e lo hanno riposizionato sul ciglio della strada. Dalle 9 alle 12 sono state fatte misurazioni e simulazioni. Il traffico è stato regolato a senso unico alternato. I periti hanno poi raggiunto Termoli per recuperare le parti mancanti del guardrail custodite in un deposito dell’Anas. I risultati della perizia non saranno depositati prima di due mesi. Il giorno della tragedia quella barriera metallica, analizzata ieri con cura, ha trapassato la vettura aprendo l’abitacolo a metà e non lasciando scampo ai due ragazzi che sedevano a destra del conducente: Domenico sul sedile anteriore, Andrea su quello posteriore. Il 25enne alla guida e l’altro amico che si trovava dietro di lui hanno riportato ferite non gravi.
Il guidatore non si è più ripreso dal giorno dell’incidente. I quattro amici quella mattina si erano rimessi in auto per tornare a casa dopo ore di spensieratezza ed allegria. L’utilitaria sulla quale i ragazzi viaggiavano in direzione nord all’improvviso ha iniziato a sbandare ed è finita fuori strada. La Fiat Panda ha urtato il guardrail di destra che sul punto dell’impatto si è spezzato, infilandosi nell’abitacolo e tagliando a metà l’auto. Le vittime, sedute sul lato destro e colpite alla gola, non hanno avuto scampo. Sono morte sul colpo. Se al posto di quel guardrail ci fosse stato un’altro tipo di barriera i due ragazzi si sarebbero potuti salvare? È quello che i periti dovranno accertare. È quello che chiedono di sapere le famiglie delle vittime e degli altri ragazzi coinvolti. A distanza di due mesi e mezzo dalla tragedia il ricordo di Andrea e Domenico è ancora vivo in tutta la città. Non passa giorno che ai due giovani non vengano dedicati pensieri, fiori ed eventi.
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