Giro di droga nel Frentano In venti a rischio processo

Lanciano. Chiuse le indagini sullo spaccio di cocaina trasformata anche in crack Il sostituto procuratore Carusi ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati
LANCIANO . Indagini chiuse e richiesta di rinvio a giudizio fatta dal sostituto procuratore Francesco Carusi sul giro cocaina, trasformata anche in crack, spacciata sul territorio frentano e nell’hinterland, fermato dalla polizia nel dicembre scorso dopo un anno di indagini. Sono 20 gli imputati, quasi tutti domiciliati o residenti a Lanciano, che hanno venti giorni di tempo per fornire la propria versione dei fatti. Venti posizioni diverse come evidenziato dallo stesso Carusi, che ha però chiesto il processo per tutti: Ciro Iengo 24 anni e Federico Irollo 44 anni, genero e suocero campani domiciliati a Lanciano (difesi da Vincenzo Romano), Alessio Fanci, 24 anni (avvocato Massimiliano Sichetti), Gasperino Trivilini, 40 anni (Sandro Sala), Gabriele Iacovella 25 anni (Gaetano Pedullà), Nazario Pio Boscarino 22 anni (Rosaria Pedullà) Andrea Pierini 41 anni (Paolo Di Ienno), Bruno Tosuni 20 anni (Domenico Frattura), Andrea Toppi 39 anni (Enzo di Lodovico), Giuseppe De Benedetto 53 anni (Vincenzo Menicucci), William Pace 24 (Paolo Sisti), Gennaro Gargiulio (Luigi Marcucci), Federico Di Nenno 24 anni (Massimo Biscardi), Giuseppe D'Urso 41 (Gaetano Pedullà), Renato Tosuni 26 anni (Roberto Bianco), Rubel Toribio 26 (Giuseppina Di Bucchianico), Franco Montebello 47 anni (Michele Di Toro), Antonio Costabile 36 anni (Mauro Vastano), Camillo Musa 39 anni, (Pasquale Piscopo)e Dennis Di Biase 27 anni (Silvio Rustignoli).
Le contestazioni tirano in ballo in primis Irollo e Iengo, suocero e genero a capo, secondo le indagini, del giro di spaccio: erano loro a procurarsi la droga, in particolare cocaina dalla Campania. Dalla cessione dei due di hashish- da 20 a 100 grammi a settimana- a due fratelli minorenni dall’estate 2017 al giugno 2018, è partita poi l’indagine che ha portato a dicembre la polizia a sgominare la banda e a fermare il giro che fruttava migliaia di euro. «L’arresto dei due fratelli minorenni per droga», ha detto il vice questore Lucia D’Agostino, «fu un fatto che ci ha allarmato e ha portato a controllare ancora di più il territorio. Siamo poi arrivati ad arrestare il capo e, attraverso osservazioni e pedinamenti, a ricostruire spostamenti e cessioni».
Il sostituto procuratore Carusi è a Iengo che contesta l’attività maggiore di spaccio, soprattutto cocaina che trasformava in crack. Dosi da 0.2 grammi vendute a 20/30 euro l’una, anche con l’aiuto di alcuni imputati come Iacovella, Boscarino, Trivilini e Musa.
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