«Giudice di pace, troppe spese»

4 Marzo 2015

Il sindaco al Pd: i Comuni del circondario non contribuiscono

ATESSA. È polemica sull’ufficio del giudice di oace presente in alcuni Comuni mentre ad Atessa non lo è più. Giorni fa Andrea Di Cola, segretario del Pd atessano, ha detto al sindaco Nicola Cicchitti dalle colonne del Centro: «Adoperati per riportare ad Atessa l’ufficio del giudice di pace così potrai correggere gli errori dovuti alla palese incapacità della tua amministrazione comunale targata LiberAtessa». Il decreto “Mille-proroghe” varato dal governo Renzi ha riaperto i termini per i giudici di pace di prossimità e tra i Comuni che si sono offerti di pagare le spese per trattenere il servizio erano presenti Lama dei Peligni, Casalbordino e Gissi.

Ma la risposta di Cicchitti non si è fatta attendere: «Il giovane segretario del Pd, dopo quelle collezionate sull’ospedale di Atessa, ci ricasca con le brutte figure», dice il primo cittadino che aggiunge: «Quest’amministrazione ha ben valutato l’opportunità prevista dal decreto Mille-proroghe come le aveva valutate lo scorso anno, con l’invito rivolto ai Comuni del circondario per la divisione dei costi ma nessun’amministrazione si è dichiarata disponibile». Cicchitti, però, contesta lo spirito delle decisioni del governo: «Una competenza dello Stato, assicurare cioè la giustizia, non può gravare sui cittadini di Atessa per 130mila euro annui oltre al costo del personale».

Matteo Del Nobile

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