Giudice di pace, è polemica: «L’ufficio è troppo scomodo»

18 Ottobre 2018

GUARDIAGRELE. L’ufficio del giudice di pace? Dovrebbe essere spostato dal Comune e rimesso nella sede del palazzo di giustizia. A sostenerlo è Nello Iacovella, coordinatore del comitato civico La...

GUARDIAGRELE. L’ufficio del giudice di pace? Dovrebbe essere spostato dal Comune e rimesso nella sede del palazzo di giustizia. A sostenerlo è Nello Iacovella, coordinatore del comitato civico La Voce. Secondo Iacovella, «la struttura inaugurata in municipio a luglio scorso con l’arrivo del nuovo giudice di pace Clementina Settevendemie è stata collocata in un luogo inadatto». L’ufficio, che finora non è ancora attivo, «si trova in una stanzetta nascosta che si può raggiungere solo attraversando l’aula del consiglio comunale ed è certamente inadatta», dice Iacovella, «allo svolgimento delle udienze che, secondo il calendario provvisorio giunto in municipio solo nei giorni scorsi, dovrebbero iniziare a partire dal prossimo mese di novembre». Inoltre, aggiunge Iacovella, «sia all’esterno che all’interno del palazzo municipale, non esiste nessuna segnalazione che permetta di individuare con una certa facilità l’esatta ubicazione dell’ufficio». Il coordinatore del comitato civico si domanda poi «se valga veramente la pena di tenere aperto un ufficio che, alle casse comunali, costa circa 80mila euro l’anno e occupa quotidianamente due dipendenti comunali rimasti finora inoperativi e che, probabilmente, poi, poco avranno da fare anche in futuro. A questi lavoratori», osserva Iacovella, «l’amministrazione potrebbe tranquillamente assegnare altre mansioni per renderli più produttivi. Comunque, se si è deciso di mantenere a tutti i costi nella cittadina l’ufficio del giudice di pace, soprattutto per agevolare il lavoro dei diversi operatori della giustizia locali e dell’hinterland, allora, è necessario che questo sia riportato nel luogo più congeniale, quindi nel palazzo di giustizia di via Occidentale, dove le udienze possono essere svolte senz’altro in una maniera più adatta alle circostanze».
Giovanni Iannamico
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