Giulio, uno sprint che vale la vita

Sconfigge una grave malattia e torna a vincere con la bici: la storia bella del ciclista Marinacci
CHIETI. Lo sport è un gioco serio, se ti permette di continuare a vivere. Giulio ce l’ha fatta: taglia il traguardo della vita e sconfigge la malattia. Ha scoperto che lungo il percorso con la sua bicicletta un male apparentemente incurabile poteva mettere a repentaglio la sua esistenza. C’era un bivio: fermarsi per sempre oppure reagire e tornare a vincere.
Giulio Marinacci, corridore ciclistico e operatore di Legambiente, ha scelto la seconda via. Oggi ha 34 anni: lo sport, il ciclismo gli ha salvato la vita. Anni e anni di attività sportiva, di gare assieme alla società “Asd team Esaenergie” confermano il suo amore per lo sport, tutt’ora è anche maestro di sci. Un amico indispensabile il ciclismo, che ha continuato costantemente a far parte della sua vita, che gli ha fatto scoprire quando è il caso di fermarsi e capire cosa sta succedendo: «Dopo un anno di costante attività ho scoperto di avere una malattia grave. C’è stato un campanello d’allarme, quando gareggi il tuo fisico te ne fa rendere conto. E grazie a questo ho potuto accorgermi subito di cosa stava accadendo. Sono riuscito a sottopormi in tempo ad un intervento piuttosto invasivo e nonostante questo a salvarmi». C’è di più. Perché reagire alle sfide della vita attraverso lo sport significa anche continuare ad aver voglia di vincere.
Dopo due anni di riabilitazione tenace Marinacci torna in pista, ma non è solo. Di continuare a pedalare ha voglia pure il fratello Lucio, trent’anni, anche lui corridore appassionato: «Quando seppe della notizia Lucio decise di chiudere con la bicicletta. Ma dopo due anni di riabilitazione abbiamo deciso insieme di scendere in campo di nuovo» ricorda Giulio. Voglia di vivere ancora, di continuare a correre l’uno affianco all’altro. È proprio nella prima gara a cui i due tornano a prendere parte, che arriva la vittoria.
È a Tollo domenica scorsa in occasione del campionato Abruzzo Cycling Challenge, che Giulio è primo classificato, il fratello arriva secondo. Il vincitore della gara sfata ogni paura: continuare il percorso della vita significa affrontare degnamente tutte le difficoltà, vuol dire saper affrontare le salite. La storia insegna che tutti i grandi caratteri vengono sottoposti a sfide continue, non a caso. Perché Giulio Marinacci, aquilano, ha vissuto anche l’esperienza del terremoto del 2009, ritrovandosi anche lui sfollato nelle tendopoli. Quando ci furono le scosse si trovava nel suo paese di Villa Sant’Angelo, vicino al capoluogo. Ma anche questo momento di estrema difficoltà si trasforma in occasione di opportunità per fare del bene. Dopo aver soccorso e salvato la vita di varie persone successivamente al disastro, Giulio viene insignito dal presidente della repubblica (all’epoca Giorgio Napolitano) della medaglia d’argento al valore civile.
Una storia esemplare? Può darsi, anzi sicuramente. Non occorre aggiungere altro. La sana discrezione, il non voler parlare troppo di sé se non è necessario, è una caratteristica degli spiriti forti: Giulio continua a pedalare.

