Giuseppe, quando l’arte supera tutte le barriere

27 Febbraio 2016

E’ un ragazzo Down con talento e sensibilità: parla attraverso i suoi quadri Come ammirarli? Basta andare dal 3 marzo alla sua mostra sul Corso

CHIETI. La pittura lo rende libero, gli dà la possibilità di esprimere non solo il suo grande talento ma anche il suo modo di essere, superando gli steccati della patologia che lo affligge.

Giuseppe Sigismondi, ventunenne di Torrevecchia Teatina, allievo del liceo artistico “Nicola da Guardiagrele”, è affetto dalla Trisomia 21, meglio conosciuta come sindrome di Down. Ma quando si ammirano i suoi quadri si viene trasportati in un mondo in cui non c’è sindrome che tenga.

È il mondo di “Giù-Giù”, come lo chiama affettuosamente chi gli sta vicino, fatto di colore, arte, talento e basta. Il mondo di chi preferisce usare tele e pennelli per comunicare se stesso piuttosto che le parole. Pur avendo, nella vita normale, moltissimi amici, e pur essendo conosciuto e apprezzato a scuola, Giuseppe è un po’ avaro di discorsi. Molto meno di colori, di pennellate a squarcio e di emozioni che balzano fuori improvvise dalle sue opere. Per ammirarle basta andare alla Bottega d’arte della Camera di commercio da martedì prossimo sino al 3 marzo dove sarà allestita una mostra con le sue opere, intitolata “L’arte a modo mio…”. L’inaugurazione è fissata per martedì primo marzo alle ore 11.

E per il ragazzo di Torrevecchia, al quinto anno del liceo artistico, non è certo la prima volta. Ha partecipato a due estemporanee di pittura in piazza Vico durante il Maggio Teatino per due anni consecutivi e nel 2014, insieme ai suoi compagni, ha visto esposti i suoi dipinti al museo Barbella di Chieti nella mostra “Chieti Città degli Artisti”, realizzata all’interno del progetto “Giovani protagonisti– Paesaggi Futuri” di Italia Nostra.

Ha anche vinto due concorsi nazionali banditi dal “Movimento per la Vita” presentando una scultura e una pittura (edizioni 2012/2013 e 2014/2015). Ma forse la cosa che più lo inorgoglisce e gli fa credere nelle sue possibilità future è il vedere i suoi dipinti appesi sui muri del suo liceo, qualcosa che gli riconosce qualche punto in più tra i tanti studenti con la passione per l’arte. Una passione che in lui è nata grazie alla famiglia e soprattutto alla madre.

La pittura è stata una costante della sua vita fin dall’infanzia, quando con mamma Rosanna si divertiva a dipingere in soffitta nei modi più svariati, sperimentando in libertà le più diverse tecniche pittoriche. L'amore per la pittura è poi esploso durante gli anni del liceo sotto la guida dell'insegnante Marilena Petrocco che ha permesso all'alunno di esprimere tutta la creatività.

«Descrivere la meraviglia che è Giuseppe non è per nulla semplice. Posso però prendere in prestito le parole di Aristotele, spesso utilizzate, ma forse mai così opportune. Il filosofo ha affermato che noi siamo quello che facciamo costantemente, l'eccellenza quindi non è un atto ma un’abitudine. Ciò rende Giuseppe uno studente di eccezionale valore artistico e umano». In questo modo parla del suo allievo l’assistente educativa Fabiana Desiderio, una professionista che segue il ragazzo da nove anni.

«Giuseppe», dice ancora la Desiderio, «è un artista sensibile e delicato, completo e complesso. E’ una risorsa per la propria comunità»