«Giù le mani dal mio depuratore»

11 Aprile 2015

Tir e puzza: Roberti (Consorzio di bonifica) replica a Di Giovanni. E D’Ingiullo finge di sfidarlo a boxe

CHIETI. Il presidente del Consorzio di bonifica, Roberto Roberti, risponde punto per punto alle perplessità sollevate dal segretario cittadino e candidato del Pd, Filippo Di Giovanni, sul traffico di tir verso il depuratore di San Martino. Dietro il via vai di camion, dice, «non c’è alcun enigma», perché si tratta di attività autorizzata (Autorizzazione integrata ambientale n. 132/34 del 30.06.2009 valida fino al 30.06.2019) che abilita l’impianto di San Martino al trattamento di rifiuti liquidi organici. «Pertanto», aggiunge il presidente, «vengono trattati reflui organici provenienti da tutti quei clienti che abbisognano di un intervento di depurazione, come fognature e fosse biologiche; in particolare quelli provenienti dalla regione Abruzzo». Roberti parla anche di controlli effettuati dall’Arta perché tutto si svolga così come previsto dalla normativa di settore e aggiunge che anche lo stesso Consorzio di bonifica effettua nel proprio laboratorio analisi di autocontrollo che esaminano i rifiuti conferiti da terzi carico per carico. E perciò dei rifiuti è sempre nota la provenienza e la qualità. Quanto al problema degli odori posto da Di Giovanni, «premesso che non si tratta di una fabbrica di profumi», annota il presidente, «le emissioni in atmosfera sono anch’esse monitorate e sono sempre risultate entro i limiti non solo di legge, ma di assoluta sicurezza».

Il candidato Pd solleva dubbi anche sul potenziamento dell’impianto, ma per Roberti, «l’intervento previsto non potenzia le capacità dell’impianto, ma lo adegua alle migliore tecniche disponibili garantendo ancor più la qualità della depurazione dei reflui della città di Chieti, prima in Italia secondo la classifica stilata da Il Sole 24 ore». Ultimo punto posto da Di Giovanni è quello sulla opportunità di delocalizzare la struttura: per il presidente del Consorzio, parlare di delocalizzazione è innanzitutto difficile, perché la struttura serve la città teatina, ed è auspicabile solo a patto che non vi sia un aggravio di costi per la cittadinanza. Finita la replica “tecnica” al segretario Pd, arrivae quella “politica”. A parlare è l’assessore comunale Marco D’Ingiullo, anche lui candidato consigliere alle prossime elezioni, che si chiede come mai Di Giovanni, «in letargo fino ad oggi, si svegli all'improvviso e scopra che i depuratori emanano cattivo odore». D’Ingiullo ipotizza che una tale “risveglio” sia causato dal positivo risultato portato a casa dall’amministrazione comunale: “Vendita del depuratore malfunzionante, a 432.000 euro, con successive agevolazioni per il Comune, quali il blocco delle tariffe di depurazione per 15 anni, nonché 100.000 euro di finanziamento annuale e per quindici anni da destinare ad attività ambientali”. L’assessore chiude con un avvertimento per Di Giovanni: «In campagna elettorale non vince chi si fa fotografare più spesso».(a.i.)

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