Giù le mani dal Punto nascita

Le amministratrici Schiazza, Di Sipio e Rabottini: ha tutte le carte in regola, non può essere cancellato
ORTONA. Le amministratrici comunali difendono il punto nascita dell'ospedale “G.Bernabeo” di Ortona. Non per un discorso di “campanile” ma per il fatto che il reparto possiede quasi tutti i parametri di legge e anche il numero minimo di parti richiesto in un anno. Solo una leggera flessione rispetto alla soglia minima per il 2013, anno preso in considerazione dalla regione Abruzzo per decidere dove mantenere e dove, invece, tagliare. Il consigliere comunale dell'Idv, Simonetta Schiazza, sostenuta dagli assessori Nadia Di Sipio e Simona Rabottini, presenterà un ordine del giorno nel consiglio comunale che si terrà lunedì 22 dicembre. «Non si può sacrificare il punto nascita di Ortona», sottolineano le tre donne, «che ha i parametri di legge per operare, mentre per quanto riguarda ai numeri dei parti, solo poche unità sotto il livello richiesto. Nel 2013 il punto nascita locale ha infatti registrato 492 parti/497 nati (dati Agenas), otto parti in meno rispetto al tetto minimo dei 500 previsti, ma mantiene praticamente il 95% degli altri parametri richiesti dal Ministero della Salute. Inoltre, nel 2014 il punto nascita ortonese ha già superato i 500 parti, con un trend di crescita positivo di attrazione ed è un punto di riferimento per le donne del territorio, non solo dell'Ortonese ma anche dei tanti comuni limitrofi. Il Ministero della Salute nella classificazione e nella valutazione dei punti nascita prende, infatti, in considerazione diversi fattori e diversi parametri», continuano, «la struttura ortonese risponde per il 95% positivamente e il restante 5% potrebbe essere facilmente colmato con interventi semplici, stante ovviamente la volontà di farlo. Tutto ciò, considerando anche che alcuni dei punti nascita “salvati” e alcuni, anche con un numero parti elevato, non rispondono però ai parametri di sicurezza richiesti». Gli standard operativi minimi richiesti dal Ministero per i punti nascita " a 500 parti e tra 500 e 1000 sono gli stessi. Ma quali sono questi requisiti? Eccone alcuni: l’assistenza medica ostetrico-ginecologica è garantita 24 ore su 24 con un numero adeguato di personale, all’interno della struttura ospedaliera è sempre attiva la guardia anestesiologica, il pediatra è sempre presente in sala parto e per rispondere ai criteri di sicurezza, Ortona è uno di quei pochissimi punti nascita che dispone di sala operatoria dedicata alla emergenza ostetrica, sempre pronta e disponibile all’interno del blocco parto. «Chiediamo», concludono Schiazza, Di Sipio e Rabottini, «che si rivedano le scelte che sacrificano il punto nascita di Ortona e che farebbe venir meno le scelte aziendali fatte negli ultimi anni che hanno sempre identificato il presidio ospedaliero cittadino come il punto di riferimento per le donne, l’Ospedale delle donne». (l.s.)
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