Gli 8 precari mandati a casa da Teateservizi torneranno al lavoro

Trovata la soluzione in prefettura: contratto per 4 mesi Intesa con l’Aca, gli interinali gestiranno l’ufficio idrico
CHIETI. Tornano al lavoro, sebbene in maniera temporanea, gli otto interinali mandati a casa a gennaio scorso dalla Teateservizi. I lavoratori gestivano il servizio idrico, da gennaio passato all’Aca. Ma visto che l’Aca avrà bisogno di almeno quattro mesi per andare a regime, in questo periodo gli otto lavoratori potranno continuare a gestire il servizio idrico per far sì che la cittadinanza non subisca disagi.
Lunedì scorso i lavoratori si sono incontrati dal prefetto Antonio Corona insieme al sindaco Umberto Di Primio che ha preso l’impegno di far sì che gli interinali vengano subito ripresi per questo servizio. L’impegno è a far sì che, se non tutti, almeno una parte di loro possa tornare a lavorare in questo ufficio. I costi saranno a carico di Teateservizi che però li dovrà detrarre dall’accordo che ha con Aca per la gestione del servizio. Il sindaco ha detto di aver assunto in tal senso un impegno direttamente con il direttore dell’Aca.
È possibile che non si riesca a riassorbire tutti gli otto dipendenti: per chi dovesse restare fuori si cercherà qualche soluzione all’interno dei ruoli della società pubblica.
Si dovrebbe partire subito, come si è raccomandato personalmente il prefetto Corona. Il sindaco ha confermato che è tutto pronto e che non ci sono ostacoli, manca solo l’autorizzazione del dirigente, che arriverà con un’apposita determina.
Il prossimo incontro è fissato per il 19 febbraio e per quella data dovrebbe essere tutto a posto.
Di Primio aveva già detto già dal precedente incontro in prefettura di essere più che determinato a trovare una ricollocazione di lavoro per il personale interinale che, sebbene con contratti rinnovati mese per mese, ha lavorato per anni all’interno della società comunale. Alcuni ci hanno passato 15 anni, sempre con la promessa che ci sarebbe stato il concorso attraverso il quale sarebbe arrivata l’assunzione a tempo indeterminato. Ma così non è stato.
Fino alla doccia fredda del 29 dicembre scorso, in cui hanno scoperto che il primo gennaio non avrebbero più avuto un posto di lavoro. (a.i.)
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