«Gli alberi potevano essere salvati»

4 Settembre 2016

Di Francesco (Wwf): no ai tagli in via Ricci, il Comune riassuma bravi giardinieri

CHIETI.

«I 50 alberi di via Ricci sono effettivamente malati, ma questo dipende palesemente dall’incuria prolungata nel tempo e da potature assurde, fatte evidentemente ignorando le regole più elementari».

Nicoletta Di Francesco del Wwf Chieti-Pescara, attacca l’amministrazione Comunale e spara a zero sulla decisione di tagliare i tronchi. «Cosa che accade regolarmente anche in altre aree, a tal punto che oggi la città rischia di perdere il proprio prezioso patrimonio arboreo, se si dovesse continuare con l’attuale incuria. Chieti aveva un tempo tra i dipendenti comunali anche qualche giardiniere, con risultati eccezionalmente positivi per gli spazi verdi cittadini. Oggi» rimarca l’ambientalista «la manutenzione, quando c’è. è affidata a ditte esterne che non sempre si dimostrano all’altezza delle prestazioni richieste». Risultato? Per il Wwf «a fronte di un presunto risparmio immediato (tutto da dimostrare) si hanno danni certi a medio e lungo termine. Sul risparmio ci sarebbe poi da discutere visto che vengono anche piantate essenze in posti inadatti: un recente esempio sono i Tassi sistemati in vasi di fronte alla sede provvisoria del Comune inesorabilmente seccati in poco tempo e sostituiti». Per la Di Francesco il Comune dovrebbe riassumere giardinieri rivedendo la pianta organica dell’Ente. «Sarebbe una soluzione a tutela del verde e, a medio e lungo termine, anche meno costosa rispetto agli affidamenti esterni» sostiene l’ambientalista «un’altra norma immediatamente applicabile dovrebbe essere la piantumazione di un nuovo albero nello stesso identico posto di quelli eventualmente sacrificati, nel caso la situazione di una pianta sia a tal punto compromessa da non lasciare altra soluzione se non l’abbattimento». Per la presidente del Wwf invece di tagliare gli alberi i Comuni dovrebbero incrementare di anno in anno il proprio patrimonio arboreo. Lo dice anche una legge che però viene disattesa. (y.f.)