Gli ambientalisti: «Gas dal lago, un progetto già bocciato»

30 Marzo 2024

BOMBA. Legambiente e Wwf hanno presentato le osservazioni sul nuovo progetto di estrazione di gas a Bomba e chiedono di archiviare il procedimento. «Lo scopo», affermano Silvia Tauro, presidente di...

BOMBA. Legambiente e Wwf hanno presentato le osservazioni sul nuovo progetto di estrazione di gas a Bomba e chiedono di archiviare il procedimento. «Lo scopo», affermano Silvia Tauro, presidente di Legambiente Abruzzo, e Filomena Ricci, presidente del Wwf Abruzzo, «è di impedire la realizzazione di un’opera di “coltivazione” di idrocarburi ed evitare danni catastrofici e incalcolabili, agevolmente immaginabili alla popolazione residente oltreché a un patrimonio dell’umanità, costituito da flora, fauna e habitat unici, riconosciuto a livello comunitario». Il nuovo progetto è stato presentato dalla LnEnergy e lo scorso 9 gennaio il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha recepito la richiesta per il procedimento di Via come progetto Pniec-Pnrr. Sono previsti un investimento di circa 66 milioni di euro con oltre 100 posti di lavoro durante la costruzione.
Scopo del progetto targato LnEnergy, è la produzione di gas naturale liquefatto su piccola scala. «Si tratta di un progetto analogo ad altri che sono stati già perentoriamente respinti sia dal Comitato Via della Regione sia dal ministero dell’Ambiente e che in particolare», affermano in una nota Legambiente e Wwf, «hanno subito un pesante arresto anche dal Consiglio di Stato. Tra le criticità non superate vi è la necessità di espletare un’attività sul campo che generi nuovi e aggiornati dati sperimentali, condizione ritenuta indispensabile per esaminare un’ulteriore nuova istanza relativa alla coltivazione del giacimento in questione. Nonostante ciò, ad oggi nulla esiste sugli approfondimenti e sulle valutazioni richieste, essendosi l’azienda proponente limitata a sostenere di aver commissionato uno studio all’università d’Annunzio, in collaborazione con la Italfluid Cosmep Srl. Gli esiti di questo studio», si precisa, «non sono presenti agli atti del procedimento e non si è a conoscenza di quando lo saranno quindi la documentazione del progetto si presenta del tutto incompleta. Alla luce di tanto e della permanente incompatibilità del progetto con il rispetto del principio di precauzione già ribadito nella sentenza del Consiglio di Stato, l’istanza va archiviata».
Nei giorni scorsi altre osservazioni al Via, sottoscritte da molti comuni e associazioni del territorio, sono state inoltrate al ministero dal comitato di cittadini “Gestione partecipata territorio” di Bomba.
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