Gli ambulanti: «No all’aumento dei tributi»

8 Novembre 2022

Confesercenti contro le maxi spese del canone per il suolo pubblico, l’associazione incontra il prefetto

CHIETI . «Il settore dei mercati è profondamente in crisi, due anni di pandemia hanno inferto un durissimo colpo a migliaia di imprese». Sono le premesse fatte dal presidente regionale di Anva-Confesercenti, Domenico Gualà e dal responsabile provinciale dell’associazione Simone Lembo, nell’affermare che «ci saremmo aspettati una forte riduzione del costo di occupazione del suolo pubblico. Siamo alle prese con aumenti ingiustificabili in molti Comuni del nuovo “canone unico”. Così il settore muore». I due hanno incontrato il prefetto, Armando Forgione, nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. «In questi giorni stanno pervenendo agli operatori commerciali ambulanti le richieste di pagamento da parte di alcuni Comuni del territorio provinciale con importi che ci risultano addirittura maggiorati rispetto al passato», spiegano Gualà e Lembo. «Una sorpresa amarissima, visto che ci saremmo aspettati agevolazioni e riduzioni. E invece, il canone unico mercatale ha sostituito, dal 2021, l’insieme dei tributi legati all’occupazione del suolo pubblico e allo smaltimento dei rifiuti in precedenza pagati da commercianti su area pubblica che operano con occupazione temporanea nei mercati. E molti Comuni calcolano in modo erroneo le tariffe da applicare agli ambulanti».
In particolare «ci preoccupano due aspetti introdotti da numerosi Comuni per la determinazione delle tariffe: la errata o mancata applicazione del frazionamento a ore che prevede la divisione della tariffa per 24 ore e poi moltiplicata per il numero di ore di effettiva occupazione, purché inferiore o uguale a 9 ore, e l’applicazione di coefficienti moltiplicatori delle tariffe standard in base al valore economico della strada o piazza in cui si svolge l’occupazione e coefficienti moltiplicatori delle tariffe per il presunto sacrificio economico imposto alla collettività».
Gualà e Lembo hanno consegnato una lettera al prefetto assieme a due risoluzioni ministeriali che vanno a suffragare quanto sostenuto. «Vogliamo ringraziare il prefetto», concludono, «che ha inteso inviare una nota al presidente della Provincia di Chieti e a tutti i Comuni interessati per compiere i controlli e gli approfondimenti del caso».
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