Gli amici del branco saranno interrogati

25 Agosto 2018

Carabinieri pronti a convocare come testimoni i compagni di scuola dei minorenni arrestati. Sotto accusa anche un maggiorenne

VASTO. In principio gli accusati erano soltanto due. Poi, sono diventati 6. E ora sono saliti a 9, tutti minorenni. Ma gli indagati, per violenza sessuale di gruppo, pornografia minorile e minacce, in realtà, sono in tutto 10: la posizione di un giovane che risiede fuori Vasto, già maggiorenne, è stata stralciata e il fascicolo che lo riguarda è in mano alla procura di Vasto mentre degli altri si occupa la procura per i minorenni dell’Aquila.
Ma la vicenda potrebbe allargarsi ancora. Gli investigatori potrebbero decidere di ascoltare altri testimoni chiave: si tratta degli studenti che conoscevano i componenti del branco o frequentavano il loro ambiente. Non è escluso neppure che dalla denuncia delle due vittime altre ragazze prendano coraggio per fare rivelazioni spontanee ai carabinieri.
Sono trascorsi due anni esatti dall’inizio dell’inferno per l’ex fidanzatina di Marco, nome di fantasia, il ragazzo di 17 anni accusato di organizzare gli incontri a luci rosse. La ragazza ha rivelato che veniva “convocata” per prestazioni sessuali che lei subiva per evitare la diffusione di foto e video che la riguardavano fatti con i telefonini. Le convocazioni avvenivano una o due volte la settimana e, più volte, era costretta ad avere rapporti anche con altri giovani. Un racconto più o meno simile a quello di un’altra ragazzina. Quanti sono davvero i ragazzi coinvolti negli stupri di gruppo? Le indagini dei carabinieri hanno sollevato il coperchio su scenari inimmaginabili. Una storia squallida che ha per protagonisti ragazzi che, a scuola e in famiglia, apparivano educati e gentili. Uno choc per le famiglie. Sei dei giovani arrestati, ora, si trovano in strutture protette. Ognuno di loro ha avuto un ruolo diverso nella vicenda. C’è anche un ragazzino che, due anni fa, quando la storia è cominciata, aveva solo 14 anni. Un caso inquietante che spinge le parrocchie cittadine a sollecitare un’assistenza affettiva e morale maggiore nei confronti degli adolescenti.
Sulla vicenda intervengono anche i giovani vastesi della Lega: «Perché», dicono, «la città che si indigna per la violenza politica ha evitato accuratamente di manifestare per i veri problemi che attanagliano Vasto? Non sarebbe forse il caso di focalizzare l’attenzione sulla miseria morale emersa con il caso delle ragazzine sottoposte per anni ad abusi di gruppo da parte di loro coetanei? Qui si tratterebbe di violenza sessuale di gruppo, minacce, ricatti, pornografia minorile ed altri reati annessi. Giovani anime segnate per sempre da atti vigliacchi e disumani. Ed è ugualmente grave», prosegue la Lega che invoca interventi e soluzioni, «che le violenze avvenissero in uno stabile abbandonato e mai messo in sicurezza dalla politica».