«Gli “eroi” pagati 900 euro al mese»

Vasto. Cassa integrazione all’Istituto San Francesco per 300, Cgil preoccupata
VASTO. Aumenta di giorno in giorno la preoccupazione dei dipendenti della Fondazione Padre Alberto Mileno. In attesa del consiglio comunale straordinario convocato dal sindaco Francesco Menna, il coordinatore regionale della Fp Cgil sanità privata Abruzzo-Molise, Daniele Leone, racconta lo stato d'animo di centinaia di operatori e le difficoltà di gestire una famiglia con gli introiti della cassa integrazione. «C’era una volta il giorno di San Paganino», annota ironico Leone. «C’è ancora oggi, ma lo “stipendio”, come viene chiamato, non ha più lo stesso valore. Certo, il giorno 10 novembre per tantissimi è stato un giorno come gli altri, ma non per i lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno di Vasto Marina. Nel mucchio dei circa 300 dipendenti ci sono infermieri e ausiliari socio-sanitari, gli "eroi" del momento, che sono stati posti in cassa integrazione dell’amministrazione dell'istituto. Lo stipendio medio del personale assunto dopo il 1° gennaio 2013 non supera i 1.200 euro. Dunque con la cassa integrazione lo stipendio non supererà i 900 euro. Altro che eroi», scrive il sindacalista. «Sono infermieri e ausiliari in mutande. Una collega mi raccontava che quando si è sposata, circa 6 anni fa, lavoravano entrambi, sia lei che il marito. Hanno deciso di acquistare una casa facendo un mutuo. Oggi è diventato difficile pagare la rata del mutuo e mantenere i figli perché il marito ha perso il posto di lavoro mentre lei, con lo stipendio della cassa integrazione, riesce a malapena a pagare le bollette e la rata del mutuo. Eppure a parole tutti i politici e gli imprenditori della sanità sono consapevoli del fatto che gli infermieri, gli Oss, gli ausiliari socio sanitari, e tutti gli operatori sanitari con il loro immenso lavoro hanno sostenuto e stanno ancora oggi sostenendo il nostro paese, e in cambio cosa hanno ricevuto?», chiede il coordinatore regionale della Fp Cgil. (p.c.)
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