Gli occhi di 76 telecamere si accendono sulla città

20 Dicembre 2015

Entrano in funzione il sistema di videosorveglianza e la centrale operativa Lapenna: «Non risolvono tutti i problemi, un grande aiuto viene dai cittadini»

VASTO. Gli occhi di 76 telecamere si sono accesi su strade e piazze della città. L’impianto della videosorveglianza e la centrale operativa al comando dei vigili hanno iniziato a funzionare, ufficialmente, ieri pomeriggio. Un evento che ha anticipato il quinto convegno su sicurezza e legalità, organizzato dal Comune nella sala Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, come appuntamento annuale per fare il punti sulla situazione a Vasto. «Non risolveranno tutti i problemi della città, ma aiuteranno molto le forze dell’ordine. Anche se un grande aiuto possono e devono darlo i cittadini», sottolinea il sindaco Luciano Lapenna.

Il sistema integrato di videosorveglianza comunale, costato 600mila euro, è quindi una realtà. «Sono molto soddisfatto per la sistemazione degli impianti nei punti strategici della città e collegati con la centrale operativa del comando della polizia municipale e le altre forze dell’ordine», commenta Lapenna, «può rappresentare un forte deterrente contro i danni al patrimonio da parte di teppisti e vandali che quotidianamente sfogano le loro frustrazioni su beni appartenenti a tutta la collettività». «E sarà molto utile alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria nel compiere le loro indagini, per il controllo del territorio e per garantire maggiore sicurezza ai cittadini», aggiunge il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Forte.

Di sicurezza, legalità e influenza dei media si è parlato nel dibattito che ha riunito a Vasto, in veste di relatori, il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio, e il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta. In platea, poi, magistrati, politici, forze dell’ordine e cittadini. Due gli elementi condivisi dai relatori: la necessità di una maggiore sinergia con i cittadini e l’importanza di raccontare la cronaca senza anticipare gli eventi con processi mediatici. Su questo punto il procuratore Di Florio è stato piuttosto critico. «Spesso nel raccontare un processo, la stampa fa un processo parallelo». Al moderatore Cristian Lalla che, ricordando il processo alla giunta dell’ex governatore Ottaviano Del Turco, gli ha chiesto se avesse mai cercato la sponda mediatica ha risposto senza esitazione di no. E ancora: «I processi si fanno nelle aule giudiziarie. Va evitata la spettacolarizzazione mediatica. I tempi della stampa sono veloci rispetto alla sacralità del processo. A volte si va oltre il rispetto del riserbo». No, quindi, ai processi mediatici e no alla esasperazione della cronaca. Sì, invece, alla sicurezza e alla trasparenza.

Su questi due argomenti si è soffermato il primo cittadino di Vasto, che ha fatto gli onori di casa. «Io non sono mai stato dalla parte dei sindaci che ogni qualvolta accade qualcosa invocano l’intervento dell’esercito», interviene Lapenna, «ho sempre cercato, però, di favorire un percorso di legalità. Il mio mandato sta per finire. Continuerò comunque a chiedere più forze dell’ordine per il territorio. In questi anni ho cercato di favorire un percorso amministrativo nel segno della legalità. Sono stati fatti 111 regolamenti per togliere discrezionalità e far rispettare le regole a tutti. Ai miei aspiranti successori dico», conclude il sindaco uscente, «non è impegnandovi a chiudere le porte ai migranti che potrete ottenere maggiore sicurezza e legalità, ma piuttosto favorendo la trasparenza».

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