Gli operai in sciopero: «Serve più sicurezza»

17 Gennaio 2024

Sindacati in protesta: «Bisogna trovare gli strumenti per costringere le aziende ad applicare le norme»

ATESSA. Sono riprese solo parzialmente le attività produttive alla Proma spa, scenario del tragico infortunio lunedì scorso, costato la vita a Roberto Caporale, operaio di 47 anni di Lanciano. Numerosi dipendenti hanno aderito allo sciopero indetto ieri in azienda alla fine di ogni turno da parte delle sigle sindacali Fiom e Fim. Alla Proma 1, stabilimento dove è accaduto l'infortunio, erano presenti quasi solo i dipendenti interinali, dal momento che i lavoratori effettivi, provati dall'accaduto, hanno chiesto di potersi fermare un giorno in più rispetto già a quanto concesso dall'azienda per i turni pomeridiano e serale di lunedì. Nello stabilimento Proma 2, per il turno di mattina di ieri c’è stato invece il 100% di adesione allo sciopero; stesso scenario per la fascia oraria serale dalle 20 alle 22. Ed è rimasto sotto sequestro anche il macchinario su cui stava lavorando Caporale che resterà a disposizione della magistratura ancora per qualche giorno. Una circostanza, quest’ultima, che potrebbe provocare dei rallentamenti o addirittura il fermo produttivo nei prossimi giorni nello stabilimento del gruppo Stellantis in Polonia che riceveva materiale di fornitura prodotto proprio dalla pressa di stampaggio posta sotto fermo giudiziario. Resta lo sconcerto in Val di Sangro dove spontaneamente gruppi di dipendenti di alcune fabbriche del tessuto metalmeccanico hanno avviato una raccolta di fondi per i famigliari di Caporale.
«Nel 2022, fonte Inail, ci sono state 23 morti sul lavoro; nel 2023 sono drammaticamente salite a 30. Non è più possibile restare inermi di fronte a questi dati», è intervenuto il coordinatore generale di Uilm Abruzzo, Nicola Manzi, «è necessario trovare tutti gli strumenti per costringere le aziende ad applicare le norme in materia di sicurezza. Il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro è uno dei più efficaci e all’avanguardia del mondo e recepisce numerose direttive europee, il problema è la sua applicazione e diffusione nelle fabbriche, siano esse capannoni con poche decine di operai oppure multinazionali come nel caso di molte aziende metalmeccaniche della Val di Sangro e della Proma spa. Per questa ragione come Uilm Abruzzo», prosegue Manzi, «facciamo appello a tutte le Rsu e Rls delle fabbriche d’Abruzzo per indire un’ora di assemblea specifica, al fine di richiamare all’attenzione dei lavoratori il problema della sicurezza sul lavoro e ribadire che la priorità deve restare sempre e per tutti la salute e la sicurezza dei lavoratori». Cordoglio viene espresso anche dal circolo Pd di Lanciano, per voce della segretaria Rosetta Madonna e dal segretario regionale, Daniele Marinelli: «Ormai si può parlare di una vera e propria strage, e auspichiamo che si possa fare piena luce su quanto accaduto ad Atessa, anche al fine di accertare eventuali responsabilità». Slai Cobas e Usb hanno indetto due ore di sciopero per ognuno dei tre turni di lavoro di oggi nello stabilimento Stellantis Europe Atessa e in tutto il suo indotto. «Ritmi e carichi di lavoro esasperati», dichiarano le sigle sindacali, «e la mancanza di interventi sulla sicurezza degli impianti non possono continuare a mettere a rischio la vita dei lavoratori».
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