Gli scout e i colleghi del San Francesco salutano Eugenio

24 Ottobre 2016

SAN SALVO. La salma arriva puntuale alle 13 nelle chiesa di San Giuseppe, la parrocchia che Eugenio Di Petta, 45 anni, considerava la sua seconda casa. A riceverla le autorità e tutto il gruppo scout....

SAN SALVO. La salma arriva puntuale alle 13 nelle chiesa di San Giuseppe, la parrocchia che Eugenio Di Petta, 45 anni, considerava la sua seconda casa. A riceverla le autorità e tutto il gruppo scout. E con la divisa degli scout è stata ricomposta la salma. Eugenio aveva fatto del motto dello scoutismo, “Estote parati” (siate pronti), la sua filosofia di vita. L’arrivo del feretro viene salutato con la cerimonia dell’alzabandiera. La bara viene poggiata su un tappeto all’esterno della parrocchia, in piazza San Vitale. Troppo piccola la grande chiesa per raccogliere tutti i presenti. Tantissimi rendono omaggio allo sfortunato osteopata stroncato da una ischemia. Presenti i gruppi scout ma anche i colleghi dell’Istituto San Francesco di Vasto marina e padre Franco, il dirigente della Fondazione. Ci sono gli amici del nordik walking e tanti ragazzi amici dei tre figli di Di Petta. Commossi il sindaco Tiziana Magnacca, l’assessore Maria Travaglini e il presidente del consiglio comunale Eugenio Spadano.

Nessuno striscione ma un grande cuore di rose rosse saluta lo sfortunato terapista. La voce rotta dall’emozione del celebrante, don Raimondo Artese, costretto ad interrompere l’omelia quattro volte perché sopraffatto dal dolore, traduce lo stato d’animo di tutta la comunità sansalvese. Esattamente come raccontano le lettere degli scout lette accanto alla bara. Al termine della funzione sopra vengono sistemati lo zainetto e la chitarra di Eugenio: resteranno per sempre con lui. (p.c.)

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