«Gli stipendi non arrivano? Il Comune ha sbagliato banca»

23 Dicembre 2018

CHIETI. Un accredito su un conto corrente sbagliato. Sarebbe questo il motivo del mancato arrivo dei soldi per il pagamento degli stipendi degli oltre 200 dipendenti di Chieti Solidale, l’azienda...

CHIETI. Un accredito su un conto corrente sbagliato. Sarebbe questo il motivo del mancato arrivo dei soldi per il pagamento degli stipendi degli oltre 200 dipendenti di Chieti Solidale, l’azienda pubblica trasformata in società che gestisce le farmacie comunali e i servizi sociali. Il Comune avrebbe sbagliato banca e così ora ci vuole molto più tempo per far arrivare i soldi sui conti correnti dei lavoratori, costretti a passare un Natale amaro. È quanto sostiene il delegato provinciale Uil Fpl Marco Angelucci, secondo cui il pagamento sarebbe stato effettuato sul conto della banca Ubi, mentre avrebbe dovuto essere effettuato su quello della Unipol. «Precedentemente», spiega il sindacalista Uil, «i trasferimenti di fondi comunali alla Chieti Solidale avvenivano sempre tramite Ubi. Da qualche tempo, invece, è stata scelta la Unipol. Solo che l’ultimo accredito è avvenuto come in precedenza tramite Ubi. Questo significa che quei dipendenti che hanno un conto in Ubi già possono vedere accreditato lo stipendio, per tutti gli altri, invece, bisognerà aspettare tra il 24 e il 27 dicembre. Smentisco, comunque, i rappresentanti sindacali di Usb, Cgil e Confsal che hanno sostenuto che il Comune non aveva fatto il mandato di pagamento. I soldi ci sono, solo che sono finiti nella banca sbagliata».
A confermare di aver fatto fare i mandati di pagamento per una somma di 470mila euro è anche il sindaco Umberto Di Primio che, però, spiega l’errore in un altro modo: «La verità», dice, «è che ci sono due conti correnti che il Comune utilizza per trasferire i soldi all’azienda pubblica. Noi, comunque, abbiamo fatto il nostro dovere: abbiamo cioè trasferito i soldi».
Con grande probabilità i problemi sono dovuti anche al fatto che Chieti Solidale si trova in un momento di passaggio, essendo stata trasformata da azienda pubblica in società pubblica. La nuova società, però, non ha ancora una guida, perché non è stato nominato il consiglio d’amministrazione, mentre il presidente dell’azienda si è dimesso.
Alla guida dell’organismo resta solo il direttore Angelo Romano il cui incarico è stato prorogato sino a quando non verrà ultimato il processo di trasformazione. (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.