Gli studenti: stipati su pochi autobus, le corse non bastano

2 Ottobre 2021

Lettera-appello a prefetto, aziende di trasporto e Regione «Orari sballati, troppi assembramenti e attese lunghissime»

CHIETI. Autobus strapieni, corse inadeguate agli orari scolastici e studenti costretti ad arrivare tardi a casa. Nonostante lo stravolgimento degli orari scolastici che scuole e prefettura hanno fatto più volte per venire incontro alle esigenze degli studenti, si riaccende la protesta sul trasporto scolastico. Questa volta a lamentarsi sono gli studenti del liceo Gonzaga diretto da Daniela Mezzacappa. La classe quinta A Les del Gonzaga ha denunciato le criticità del trasporto pubblico in una lettera inviata a tutte le istituzioni che hanno voce in capitolo. A cominciare dal prefetto Armando Forgione, per continuare con i responsabili della Tua e della Panoramica, Gianfranco Giuliante e Sandro Chiacchiaretta, il presidente della Regione Marco Marsilio, il sindaco Diego Ferrara, la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Maristella Fortunato e la preside Mezzacappa.
«La riapertura dell’anno scolastico», scrivono gli studenti, «ha manifestato la persistenza delle criticità nella gestione dei trasporti della maggioranza degli studenti del liceo Gonzaga, malgrado la revisione dell’orario originariamente stabilito». L’orario originario prevedeva l’entrata alle 9.30 e l’uscita alle 14.30. A seguito delle richieste dei ragazzi, si è deciso di cambiarlo prevedendo l’entrata alle 8 e l’uscita alle 14. Ma, nonostante i cambiamenti chiesti al prefetto e subito ottenuti, le cose non sembrano ancora funzionare. Continuano a esserci diversi problemi, a partire dai mezzi troppo affollati: «L’ingresso alle 8», dicono i ragazzi, «viene effettuato senza scaglionamento, provocando assembramenti sui mezzi pubblici coinvolti e, laddove viene rispettata la capienza massima, non viene assicurata la corsa aggiuntiva. Lo stesso si verifica all’uscita». Per quanto riguarda l’uscita, inoltre, nonostante l’orario scolastico sia cambiato, molte corse dei bus continuano a fare servizio come se fosse ancora in vigore il vecchio orario e quindi, nonostante escano prima, i ragazzi sono costretti ad aspettare una mezz’ora l’arrivo del bus e a tornare a casa molto tardi. È il caso, dicono i ragazzi, dei pendolari che abitano a Serramonacesca, Manoppello paese, Bucchianico, Cepagatti, Torrevecchia, Miglianico, Orsogna, Vacri, Crecchio, Canosa, Rosciano, Giuliano Teatino, Ortona, Tollo e Guardiagrele. «In molti casi si è riscontrato», aggiungono gli studenti, «che, anziché introdurre nuove corse sulla stessa tratta per garantire il rispetto delle norme anti-Covid, le società di gestione hanno semplicemente ampliato la tratta, costringendo noi studenti a disagi quali: assembramento sugli autobus, maggiore tempo di percorrenza e notevoli e frequenti ritardi all’arrivo a scuola. In alcuni casi non viene assicurato il trasporto fino a destinazione: ad esempio i ragazzi di Ari, residenti in località San Pietro, non hanno più l'autobus che li porta a casa. È altresì evidente che la previsione di un unico orario di ingresso e di uscita, per tutte le scuole della parte alta della città, non favorisce il distanziamento». Gli studenti chiedono quindi che si studi un diverso piano dei trasporti. Nel caso resti tutto uguale, sono pronti a scioperare.