Gli studenti universitari: il vaccino è una liberazione

4 Marzo 2021

Si conclude oggi la tre giorni per iniettare le dosi a chi fa i tirocini in ospedale «Così abbiamo meno paura del Covid e riconquistiamo un po’ di normalità»

CHIETI. «Oggi sono felice. Per me questo vaccino è una liberazione». Francesca Piccenna, 24 anni, studentessa di Infermieristica all’università d’Annunzio e tirocinante all’Utic dell’ospedale teatino, ieri ha ricevuto la prima dose di vaccino grazie alla tre giorni di vaccinazione organizzata dall’ateneo dannunziano, in collaborazione con Asl e Protezione civile. «È capitato più di una volta che un paziente Utic sottoposto a tampone rapido sia risultato negativo e, in seguito, il tampone molecolare abbia rilevato una positività», spiega la ragazza, «sono stati mesi terribili, entravo in ospedale sempre con un’ansia pazzesca, noi tirocinanti siamo in prima fila come gli infermieri e ringrazio l’università che ci ha voluti far vaccinare».
L’aspirante infermiera è tra le circa 280 persone vaccinate ieri, altre 280 sono state immunizzate nella giornata di martedì e oggi si terrà l’ultimo giorno, per poi ricominciare quando saranno a disposizione nuove dosi di vaccino. È intenzione del rettore Sergio Caputi vaccinare l’intera comunità universitaria, sia a Chieti che a Pescara. Il vaccino non è solo per docenti e personale scolastico, ma anche per tirocinanti, dottorandi, borsisti e assegnisti dell’ateneo che operano in strutture sanitarie.
«La priorità va proprio a chi lavora a contatto con i malati», spiega la docente universitaria di malattie odontostomatologiche Bruna Sinjari, al lavoro nelle quattro postazioni allestite nella sede della Clinica odontoiatrica, chiusa per tutti e tre i giorni della campagna vaccinale. «Tra medici Asl, medici volontari tirocinanti dell’ateneo, infermieri volontari e odontoiatri volontari sempre della d’Annunzio», ha detto la docente, «farmacisti Asl e dell’università, personale amministrativo universitario e personale della cooperativa Biblos e della Protezione civile del Not, abbiamo messo in campo complessivamente circa 250 persone».
Per quanto riguarda la sede teatina, si sono prenotati per la vaccinazione in circa 4mila. Di quelli sinora chiamati, solo in 3 hanno chiesto tempo per ripensarci ed essere certi della decisione di volersi vaccinare. «Io non vedo l’ora: per me significa poter tornare a un poco di normalità che abbiamo perso», dice Eugenio Manciocchi, dottorando di Odontoiatria, in lista per essere vaccinato e anche nello staff della d’Annunzio per fare le vaccinazioni, «più che paura, io provo soprattutto sollievo».
L’università ha a disposizione dosi di vaccino AstraZeneca, utilizzabile solo per gli under 65.
Secondo le regole della casa fornitrice, ogni dose contiene un 20% in più di siero che va buttato. A chi è in attesa del vaccino, con ansia e fiato sospeso, è parso un autentico spreco. (a.i.)