Gli ucraini per 6 mesi a Lanciano avranno casa e cure in Romania

Trasferiti all’inizio di novembre dall’Hotel Excelsior in Campania, domani andranno via dall’Italia «Nel Beneventano ci hanno dato abitazioni umide e al freddo: andiamo a Bucarest, staremo meglio»
LANCIANO. Vitilii ha festeggiato i suoi 8 anni giovedì scorso. Una torta, gli amici con cui divide una casa di fortuna e due palloncini. Chissà se ha pensato ancora alla sua vita di appena qualche settimana fa a Lanciano. Di sicuro l'ha fatto sua madre, Helena, l’ ucraina di 27 anni che lo scorso 26 ottobre è diventata mamma di Dominika, la prima bambina profuga nata in città. Helena, sembra una canzone triste, vuole partire. Da Montesarchio, provincia di Benevento, dove si trova ora, ha pensato ogni singolo giorno alla sua vita di sei lunghi mesi trascorsa a Lanciano. Alla famiglia dell'Excelsior che ha accolto lei e i suoi tre bambini come una figlia, ma anche, più semplicemente, al suo letto caldo in un hotel del centro. Al bagno che poteva fare ai bambini senza che l'acqua della doccia inondasse la stanza, alle finestre da dove non filtra il vento invernale, alla porta che poteva chiudere per stare da sola con i tre quarti di famiglia in fuga, invece che con 4 famiglie tutte insieme in una casa e alla pioggia che vedeva scendere fuori e non dentro una stanza.
Non sono gli ormoni di una neo mamma, né il fatto che, guerra o non guerra, Helena si senta nervosa, sperduta. È che a Montesarchio la vita incerta che le ha destinato il fato è meno sopportabile che a Lanciano. Per giorni Helena ha pensato di tornarci. Avrebbe dovuto farlo a sue spese però, perché una volta uscita dal programma della Protezione civile, ognuno diventa responsabile di sé stesso. Ha pensato di chiedere ad associazioni, parrocchie, Comune, volontari. Ma ha vinto la paura. Quella di ritrovarsi sola. «Domani parto per Bucarest assieme a quanti erano con me anche a Lanciano», racconta al Centro, «in Romania c'è un programma per gli ucraini che possono andare a stare nelle case. Qui tutti vogliono partire, non ho nemmeno iscritto i bambini a scuola perché non vogliamo restare. Mi chiedo come mai hanno spostato me con tre bambini e non tutti quelli che stanno in provincia di Teramo: non siamo tutti ucraini?». La piccola Dominika ha delle crosticine in testa, ma nessuno l'ha visitata, il pediatra non c'è o non si trova, non si capisce nell'italiano stentato di Helena. Possono essere croste lattee o allergia, Helena non lo sa. Sa solo che vuole andarsene, dormire, dare il latte ai bambini che non basta mai lì con tutte quelle persone. E fare la spesa, anche pagando coi soldi che arrivano dal marito in Ucraina, ma che è impossibile in paese se non ci sono discount vicini. Quindi domani si parte. E chissà se Lanciano le resterà nel cuore.
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