Gli ultras convincono il sindaco

7 Ottobre 2016

Di Primio si impegna a convocare patron Giacomini, gli chiederà i particolari della sorte del Chieti calcio

CHIETI. Umberto Di Primio incontra i tifosi e promette di affrontare i problemi del Chieti Calcio. «Parlerò il prima possibile con il presidente Mauro Giacomini per capire quali sono le sue intenzioni», è la promessa che il sindaco ha fatto a una ventina di ultrà della curva Volpi, che ieri mattina l'hanno incontrato in Comune.

Di Primio, accusato con un durissimo comunicato dalla tifoseria organizzata di disinteressarsi delle sorti della prima squadra della città, si è chiarito con il gruppo Ottantanove Mai Domi. Una chiacchierata dai toni distesi per ascoltare le esigenze dei tifosi e toccare con mano il malumore di una piazza stufa di essere presa in giro e che rivendica il diritto di tutelare il Chieti Calcio, un patrimonio cittadino che ha più di novant'anni di storia ed è stato ridotto male dalle gestioni societarie degli ultimi anni. «Le incomprensioni con i tifosi sono nate da una frase falsa riferita da qualcuno», spiega il sindaco, «non ho mai affermato che i tifosi del Chieti sono quattro gatti. Non mi piace essere attaccato ingiustamente per cose che non ho mai detto e per questo sono stato io a chiamare subito gli Ottantanove Mai Domi per incontrarli. Ci siamo chiariti e il clima è tornato ad essere tranquillo». Ma la situazione del Chieti resta drammatica.

Al di là dei pessimi risultati sul campo (la squadra è ultima a zero punti, ndc), non c'è chiarezza sulle questioni societarie e il futuro è appeso a un filo con l'incubo fallimento che è reale. Cosa può fare concretamente il sindaco per tutelare un patrimonio cittadino? «Prendo atto che la situazione del Chieti Calcio sta creando un grosso disagio in città ed è per questo mia intenzione affrontare il problema», risponde Di Primio. «Non entro nelle vicende tecniche, ma convocherò al più presto il presidente Giacomini e tutte le persone interessate per capire se questa società ha un vero progetto sportivo per il Chieti».

Non sono state prese in considerazione altre ipotesi, come quella di revocare alla società l'autorizzazione per l'uso dello stadio Angelini, proposta che era stata lanciata in maniera provocatoria da Michele Di Paolo, responsabile del partito politico Giustizia Sociale. Una strada, questa, come spiegato anche dal sindaco, assolutamente non percorribile perché mancano i presupposti: Giacomini, infatti, sta pagando regolarmente le tariffe comunali per disputare le partite di campionato allo stadio Angelini.

Gli ultrà, anche di fronte a Di Primio, hanno ribadito a chiare lettere di non volere più questa società e continueranno la contestazione verso Giacomini che, dopo gli insulti ricevuti domenica scorsa, ha dichiarato che non metterà più piede a Chieti e non seguirà la squadra nemmeno in trasferta. Resta da capire, a questo punto, cosa lo spinga a rimanere ancora alla guida di una società tartassata di debiti, pignoramenti, istanze di fallimento e vertenze.