Golden Lady, vertenza dimenticata

4 Novembre 2015

Gissi, la politica non interviene per i 350 operai licenziati “due volte”. Venerdì vertice tra Cgil, Cisl e Uil

GISSI. Vertenza Golden Lady: in pochi anni i lavoratori sono stati licenziati per due volte. La politica regionale ha dimenticato la vicenda. A parlare sono i fatti. Alle promesse e alle rassicurazioni ha fatto seguito solo il silenzio.

La storia dimostra che da qualche mese il silenzio è l’arma per nascondere tutte le negatività. E questo è un caso. La riconversione è fallita per la seconda volta e 350 lavoratori sono rimasti senza reddito.

Il caso Golden Lady di Gissi sarebbe dovuto tornare a Roma. I rappresentanti territoriali e provinciali dei sindacati hanno sollecitato un intervento dei segretari nazionali. Gianni Melilla, deputato di Sel, ha presentato anche una nuova interrogazione in aula ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico. Eppure tutto tace.

Venerdì prossimo i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Giuseppe Rucci, Franco Zerra e Arnaldo Schioppa, terranno una conferenza stampa per annunciare nuove iniziative. «Sul futuro della Golden Lady è calato un silenzio assordante», scrivono i sindacati. Eppure a Pasqua era stata annunciata la soluzione. I rappresentanti sindacali provinciali avevano ricevuto la comunicazione ufficiale da parte di Giovanni Lolli, assessore e vicepresidente della giunta regionale guidata dal presidente Luciano D’Alfonso, del raggiungimento dell’obiettivo della riconversione. «Siamo stati informati», riferivano in una nota i delegati Cgil, Cisl e Uil, «che il Gruppo Emarc spa, ha confermato l’interesse per l’operazione di riconversione, dichiarando che entro i prossimi due mesi verrà formalizzato il relativo piano industriale. Prendiamo atto della comunicazione e attendiamo fiduciosi, senza illudere nessuno, visto quanto accaduto in precedenza».

E a questo punto è evidente che la prudenza dei sindacati era legittima. La traumatica odissea subita dai 350 dipendenti ha lasciato il segno. Troppe volte i lavoratori sono stati illusi. Troppe volte agli annunci è seguito il nulla. «La beffa più grande sono state le promesse del governatore Luciano D’Alfonso. Almeno il suo predecessore Gianni Chiodi non ci aveva promesso niente», si rammaricano alcuni lavoratori.

Ed è a D’Alfonso che si rivolge il sindaco di Gissi che da legale della Cisl ha seguito la vertenza per anni. «Sono mesi che chiedo a D’Alfonso un incontro: invano. Allo stato attuale è l’unico a poter dare risposte ai lavoratori. Eppure non risponde e io non riesco ad avere un incontro. La preoccupazione è grande e grande è anche la solidarietà per le famiglie dei lavoratori». D’accordo con Chieffo è l’ex sindaco di Gissi, Nicola Marisi. «Quando D’Alfonso in campagna elettorale è venuto ad una manifestazione dei lavoratori ed ha promesso il suo interessamento, sono stato felice. Sono stato contento anche quando è stato eletto per questo motivo. Purtroppo i risultati sono quelli che sono e si commentano da soli. Non è bello illudere i lavoratori. Mi dispiace davvero moltissimo per gli operai che dopo tante illusioni ora restano senza lavoro», commenta Marisi.

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