Gole chiuse per tutto agosto la stagione turistica è ko

Fara San Martino. Caduta massi, tempi lunghi per la riapertura del sentiero Gli ex sindaci Tavani e Di Rocco contro De Vitis: le soluzioni non nascono da sole
FARA SAN MARTINO. Si allungano i tempi per la riapertura del sentiero che porta alle Gole e al monastero di San Martino. È difficile che il suggestivo canyon tornerà transitabile ad agosto. Occorrono i necessari tempi tecnici, infatti, per l’attivazione della procedura di somma urgenza da parte della Regione, e per l’avvio degli interventi per rimuovere lo sperone di roccia da dove cadono i massi. Uno di questi, il 22 giugno scorso, ha colpito in testa una turista di Ravenna, Sandra Zanchini, deceduta dieci giorni dopo in ospedale. Dal 13 luglio, dopo nuovi distacchi nello stesso punto dell’incidente, il sentiero è chiuso. E ci rimarrà fino alla revoca dell’ordinanza sindacale.
Il problema della caduta di massi dalle pareti rocciose del sentiero H1, che conduce fino al Monte Amaro, piomba in piena stagione turistica. E in questi giorni si ha notizia delle prime manifestazioni annullate: salta il raduno del Cai al Piano della Casa, in programma domenica, mentre l’ultratrailer di Atessa, Alex Tucci, ha dovuto modificare il percorso della sua nuova sfida, dal mare al Monte Amaro, prevista sempre per il 4 agosto. Non passerà per le Gole, ma per le sorgenti di Fara in un percorso più impegnativo. Sarà rinviata a dopo i lavori anche l’inaugurazione delle luci al monastero, prevista lunedì 5 (e già rinviata dopo l’incidente alla turista), che avrebbe dato il via alle visite in notturna all’abbazia.
«La preoccupazione è forte», dicono Giuseppe Di Rocco e Antonio Tavani, ex sindaci di Fara San Martino che, insieme a Gianni Aruffo, rappresentano il gruppo di opposizione in consiglio comunale, «siamo molto preoccupati nell’osservare un comportamento che riteniamo irresponsabile assunto dal sindaco Carlo De Vitis. Basta guardare la sequenza dei provvedimenti che ha ritenuto di adottare: in seguito al tragico incidente del 22 giugno scorso, avvenuto presso le Gole, con ordinanza sindacale ha interdetto il transito sul sentiero. Il 5 luglio, semplicemente supportato da una relazione tecnica di alcuni professionisti esterni, ha revocato l’ordinanza, consentendo così il transito di oltre mille escursionisti che domenica 7 luglio hanno partecipato alla 39ª Marcia ecologica di Val Serviera. Il 13 luglio, poi, sbandierando la “pubblica incolumità”, ritiene di dover interdire di nuovo il transito sul sentiero che conduce alle Gole. La problematica degli smottamenti di sassi in montagna è piuttosto ricorrente, non vogliamo fare polemica politica», continuano dal gruppo di opposizione, «ma in questi casi è assolutamente necessario adottare e mettere in campo interventi urgenti e tempestivi, di somma urgenza, per garantire sicurezza e soluzioni rapide. Soprattutto è indispensabile assumere la responsabilità del ruolo che si riveste. È troppo facile interdire il transito e restare ad aspettare che la soluzione nasca sotto un cavolo. L’impossibilità di accedere alle Gole oltre che, per altri motivi, alle Grotte del Cavallone di Taranta Peligna», concludono Tavani e Di Rocco, «ha irrimediabilmente compromesso la stagione turistica con danni economici e di immagine inestimabili per il comprensorio. Se chi oggi amministra non ha il coraggio di assumere decisioni, quando è il momento, con responsabilità e coraggio, sarebbe il caso rimettesse il mandato ai cittadini».
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