Gpl al porto, osservazioni ferme

Ortona. Cieri: il Comune si informi. L’opposizione al sindaco: posizione ambigua
ORTONA. Che fine hanno fatto le quasi duemila osservazioni anti-Gpl? Se lo chiede il consigliere comunale di Forza Italia, Tommaso Cieri, che proporrà nella prossima assemblea civica un ordine del giorno con il quale si invita a nominare un consigliere comunale che possa verificare lo stato della procedura del rilascio dell’autorizzazione all’impianto voluto dalla società Seastock e delle osservazioni redatte dai cittadini ortonesi protocollate in Comune, successivamente inviate al ministero dello Sviluppo economico.
«Il problema è serio, complesso, delicato ed è tutt’altro che risolto», avverte Cieri. «Questa amministrazione ha il dovere di sapere e di informare i cittadini di quale a oggi sia lo stato dell’arte dell’iter di rilascio autorizzativo, e soprattutto che fine hanno fatto le centinaia e centinaia di pareri e osservazioni degli ortonesi». Con l’eventuale approvazione dell’ordine del giorno verrebbe nominato «un consigliere e/o comunque un rappresentante dell’amministrazione comunale affinchè sia delegato al controllo della procedura, magari recandosi fisicamente presso il competente ministero» aggiunge l’esponente forzista.
Intanto la visita in città del vice presidente della Camera dei deputati, Luigi Di Maio, ha riacceso il dibattito sul deposito. E alle parole del sindaco che ha replicato al pentastellato sostenendo di essersi già espresso contro la realizzazione dell’impianto, controbattono i consiglieri comunali Franco Musa, Carlo Ricci, Patrizio Marino, Leo Castiglione e Vincenzo Polidori. «D’Ottavio difende una posizione che lui contrastava fino a qualche tempo fa», dichiarano i cinque consiglieri, «infatti è stato d’accordo con il progetto del deposito Gpl fino a qualche mese fa, quando travolto dalle polemiche e dalle critiche degli ortonesi ha capito di dover fare un passo indietro. Anche la delibera del consiglio comunale non è frutto della sua maggioranza ma è stata proposta e voluta con forza dalle opposizioni». Musa, Ricci, Marino, Castiglione e Polidori ricordano che l’amministrazione aveva dato l’ok all’impianto con una delibera di giunta del febbraio 2014 che «ad oggi non ha ancora ritirato, come invece richiesto dal consiglio comunale. Per cui è inutile che il sindaco dica bugie», concludono i cinque consiglieri, «gli ortonesi sanno bene come sono andate le cose e chi ha da sempre difeso dentro e fuori dalle istituzioni le posizioni del no».
Alfredo Sitti
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