Gpl, le osservazioni inviate 3 mesi dopo

Ortona, le obiezioni dei cittadini all’impianto previsto nel porto spedite al ministero solo giovedì scorso. Bagarre in consiglio
ORTONA. Le osservazioni al progetto di deposito di Gpl sono state inviate al ministero dello Sviluppo economico solo giovedì scorso, dopo oltre tre mesi dal loro recepimento negli uffici comunali. La notizia è arrivata direttamente attraverso le parole pronunciate nell’ultimo consiglio comunale dal sindaco Vincenzo D’Ottavio. E tra lo stupore generale, l’opposizione è tornata all’attacco. «Più volte», sostiene il consigliere di Forza Italia, Tommaso Cieri, «avevo chiesto informazioni per sapere come il ministero si fosse espresso in merito alle osservazioni dei portatori d’interesse al progetto, ma mai nessuna risposta esauriente era arrivata. Pertanto ho presentato un ordine del giorno al fine di nominare un rappresentante del consiglio comunale che si informasse per avere conoscenza e contezza del reale iter ed esito. Tale ordine del giorno sottoscritto anche dai colleghi Fratino, Marino, Ricci, Musa e Cocciola, è stato discusso nei lavori del consiglio comunale di ieri (venerdì, ndc)». Ed a quel punto la scoperta che ha lasciato tutti sbigottiti. «D’Ottavio continua a prendere per i fondelli gli ortonesi. Dopo le mai arrivate battaglie per la difesa dell’ospedale Bernabeo, si conferma sibillino e ambiguo anche nella battaglia contro la realizzazione del deposito di Gpl», tuona Cieri. «Ci chiediamo perché le osservazioni siano state ferme per oltre tre mesi, a che pro? È un atto di negligenza profondamente grave e offensivo verso la cittadinanza. Dopo aver espresso la sua contrarietà a seguito delle manifestazioni dei cittadini, il sindaco ha sempre dichiarato che si sarebbe battuto affinché tale deposito non fosse realizzato, ma soprattutto che sarebbe stato l’unico responsabile. Alla luce di ciò chiediamo le dovute spiegazioni».
Parole dure arrivano anche da altri cinque consiglieri comunali quali Leo Castiglione, Franco Musa, Patrizio Marino, Vincenzo Polidori e Carlo Ricci che si dicono «sconcertati dalle dichiarazioni del sindaco. Non si capisce a che gioco sta giocando D’Ottavio, il quale prima era d’accordo con il progetto, come dimostra la delibera di giunta del 2014 che porta la sua firma. Poi si è detto contrario, ma oggi con questo suo comportamento non lo dimostra». Il primo cittadino ha parlato anche di una «scrematura» delle osservazioni: «Nel prossimo consiglio comunale proporremo un’interrogazione scritta per capire se ciò è davvero avvenuto», concludono i cinque consiglieri. «Se così fosse valuteremo l’eventuale abuso d’ufficio, poichè secondo noi il Comune non aveva nessun diritto a svolgere tale azione. Il suo compito doveva limitarsi a raccogliere e poi inviare tutte le osservazioni al ministero».
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