Grandi opere, affidati nuovi incarichi

Il governo blocca 11 milioni già concessi, ma il Comune va avanti e chiama altri professionisti esterni per proseguire i progetti
CHIETI. Il governo Conte dà lo stop alle grandi opere per Chieti, il sindaco Umberto Di Primio protesta per uno scippo da oltre 11 milioni di euro e, nel frattempo, la stessa amministrazione, che aveva già affidato quasi 50mila euro di consulenze esterne per far muovere i primi passi dei progetti che adesso sono a rischio stop, affida nuovi incarichi a professionisti di fiducia. È un piano diventato ormai impossibile quello dell’amministrazione Di Primio per cambiare faccia alla città: 1,5 milioni per rivoluzionare piazza San Giustino con meno parcheggi e forse una fontana monumentale; 5,2 milioni per la riqualificazione del terminal bus con il raddoppio dei parcheggi; 300mila euro per lavori al piazzale Sant’Anna e altri 300mila per l’ex pescheria; poi, piste ciclabili e percorsi pedonali. Con la decisione del governo di congelare i fondi stanziati dall’ex premier Paolo Gentiloni con la firma di una convenzione il 18 dicembre 2017 a Palazzo Chigi, il Comune perde i finanziamenti: senza quei soldi, l’amministrazione, in crisi di liquidità e con un buco da oltre 10 milioni rappresentato dall’anticipazione di cassa, non può permettersi il lusso dei lavori pubblici.
Finora, per far partire gli interventi finanziati dal decreto periferie, l’amministrazione si è affidata a «figure tecniche di supporto» giustificandosi con la «carenza» di personale tecnico: una spesa di quasi 50mila euro. Che, adesso, è destinata a crescere: il governo dice stop, il Comune va avanti. Per il progetto di piazza San Giustino, l’amministrazione ha affidato a due archeologhe, Paola Riccitelli e Maria Di Iorio, l’incarico della «verifica preliminare del progetto» (3mila euro a Riccitelli, 1.562 euro a Di Iorio). Per i lavori al terminal bus, è stato affidato al geologo Tiziano Desiderio l’incarico da 2.488,80 euro della redazione di uno studio di compatibilità idrogeologica.
Intanto, le dichiarazioni del sindaco contro il governo M5S-Lega innescano la polemica politica: a rispondere a Di Primio, con un video girato sulla scalinata di San Giustino e diffuso su Facebook, è ancora il consigliere M5S Ottavio Argenio che difende il governo e critica l’amministrazione comunale. «Il governo Conte non ha fatto altro che dare esecuzione a una sentenza della Corte costituzionale che ha annullato un atto sbagliato», dice Argenio, «adesso, il governo finanzierà solo i 24 progetti migliori e non certo i progetti di facciata come quelli presentati dal Comune di Chieti: è evidente che piazza San Giustino non è una zona periferica. Di Primio si lamenta ma si dovrebbe lamentare di se stesso: non è colpa del governo Conte se i progetti presentati dal Comune non sono stati ritenuti meritevoli dei finanziamenti. Questa è un’altra prova dell’inadeguatezza dell’amministrazione Di Primio e speriamo che lo capiscano anche i cittadini che, speriamo a breve, saranno chiamati a eleggere un nuovo sindaco».

