Gravidanze a rischio, l’università in prima linea

L’ateneo al centro di uno studio sulla diagnostica dei feti con ecografie e risonanze Il docente D’Antonio: «Così abbattiamo la probabilità di anomalie non previste»
CHIETI. L’università d’Annunzio è in prima linea per le gravidanze a rischio. L’incrocio tra ecografie e risonanze abbatte la probabilità di anomalie non previste: l’ateneo di Chieti-Pescara è al centro del più grande studio internazionale sul tema. La collaborazione tra il Dipartimento di medicina e scienze dell’invecchiamento e il Dipartimento di neuroscienze, Imaging e scienze cliniche dell’università ha portato alla nascita di un gruppo di ricerca internazionale, l’Eurocanadian network of neurosonography (Enso). È composto da trenta tra i più grandi centri di Medicina Prenatale e Neuroradiologia che operano in Italia, in Europa e nel Canada. Responsabile principale dello studio è Francesco D’Antonio, professore associato di Ginecologia ed ostetricia ed esperto di medicina prenatale, rientrato alla d’Annunzio dopo nove anni trascorsi in istituti esteri. È stato affiancato e coadiuvato da Marco Liberati, direttore della Clinica ostetrico-ginecologica della d’Annunzio, e da Massimo Caulo, ordinario di Radiologia e direttore della Clinica di Radiologia dell’ateneo. Gli studi frutto di questa grande collaborazione internazionale, di cui la d’Annunzio è il vertice, sono in corso di pubblicazione a cura di prestigiose riviste scientifiche.
«Lo studio», spiega il professor D’Antonio, «ha dimostrato un’elevata capacità diagnostica dell’ecografia prenatale e della risonanza magnetica nucleare fetale, maggiore di quella riportata in passato: la probabilità di avere anomalie non diagnosticate in epoca prenatale è intorno all’1%, ovvero dieci volte minore rispetto a ciò che si pensava prima. I risultati degli studi che sono nati da questa collaborazione avranno un profondo impatto sulla gestione delle gravidanze complicate da patologie del sistema nervoso centrale del feto».
«La nostra capacità di lavoro in sinergia con tanti e tanto importanti centri di ricerca ed i grandi risultati scientifici conseguiti in questo settore», sottolinea D’Antonio, «collocano l’università d’Annunzio in una posizione di grande prestigio scientifico a livello internazionale».
All’interno dell’ospedale Santissima Annunziata è nato il Centro di gravidanza ad alto rischio e medicina fetale: qui lavorano, oltre al professor D’Antonio, i medici Danilo Buca, Francesca Di Sebastiano, Barbara Matarrelli, Alessandra Ricciardulli, Luciano Di Tizio e i medici specializzandi. «Ogni giorno», spiega D’Antonio, «abbiamo in media una ventina di pazienti: arrivano da tutto l’Abruzzo, ma anche da Molise, Marche, Puglia, Lazio e Campania. Seguiamo tutte le pazienti a rischio, in primis le gravidanze gemellari, quelle con patologie fetali materne e quelle con patologie fetali». L’attività clinica va di pari passo con le collaborazioni di ricerche, solo più di 40 i progetti coordinati dal Centro teatino in Italia e all’estero.
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