Gravina ospite alla Notte dei ricercatori

Il presidente della Federcalcio all’evento del 30 settembre. Navette gratis per arrivare al campus
CHIETI . All'università d’Annunzio fervono i preparativi per la Notte europea dei ricercatori. L’appuntamento internazionale dedicato al mondo universitario e della ricerca viene organizzato da Arcangelo Merla, delegato del rettore al terzo settore e coordinatore del comitato organizzatore dell’iniziativa che si stima possa portare in città oltre 10mila partecipanti.
L’appuntamento è per venerdì 30 settembre nel campus universitario di via dei Vestini. Tra gli ospiti ci sarà anche Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Il tema scelto per quest’anno è “Il sapere che include”. L’appuntamento si terrà principalmente nel campus teatino, ma la sede pescarese dell’ateneo ospiterà un prologo, intitolato “Aspettando la Notte dei ricercatori”. Il format è quello già sperimentato negli anni scorsi: i vari dipartimenti universitari apriranno le porte ai visitatori, faranno conoscere le proprie iniziative e la propria attività, con manifestazioni pensate per incuriosire il visitatore. Ci saranno spettacoli, convegni, laboratori aperti, rappresentazioni teatrali e appuntamenti musicali. Visto che la scorsa edizione sono arrivati in 10mila, nonostante il Covid, anche quest’anno si sta già preparando un piano della viabilità per far sì che la città non debba avere troppi disagi. Avvisate anche le scuole delle province di Chieti e Pescara. Ci saranno navette gratuite che porteranno i visitatori fino in università. Il rettore Sergio Caputi ha rimarcato «l’importanza per l’ateneo di aprirsi al territorio, di far capire il peso della ricaduta della ricerca scientifica nel quotidiano e di riprendere quelle che sono le normalità attività dell’università dopo le problematiche dovute alla pandemia. La Notte europea dei ricercatori serve a far conoscere l’università ma non viene organizzata per attrarre nuovi studenti. Speriamo nel bel tempo, visto che l’organizzazione delle iniziative all’aperto è stata pensata anche per evitare possibili situazioni di contagio Covid, un aspetto da tenere comunque sempre nella debita considerazione. L’anno scorso», conclude il rettore, «nonostante l’emergenza pandemica, abbiamo avuto un buon riscontro». (a.i.)
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