Green pass, bar e pub sono pronti «Così lavoreremo in sicurezza»

27 Luglio 2021

I titolari: «È un’opportunità. Ora tanti clienti non escono di casa perché hanno paura del contagio» Ma c’è anche chi è contrario: «Non siamo vigili urbani, serve troppo personale per le verifiche»

CHIETI. Pronto a entrare in vigore tra dieci giorni, dal 6 agosto, il green pass divide i gestori di bar e pub della città. Nell’attesa che la certificazione irrompa nella vita quotidiana con tutto quello che comporta per l’accesso a bar, pub, ristoranti, eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatri, cinema, concerti e concorsi pubblici, in città ci si divide tra favorevoli e contrari.
CONTRARI «Io, gestore di un locale pubblico, mica posso fare il vigile urbano?». È nettamente contrario all’introduzione della nuova misura Francesco Lapenna. Per il barista della nota caffetteria di Santa Maria «queste regole cambiano un po’ troppo repentinamente. Fermo restando che noi rispettiamo e facciamo rispettare le norme anti-Covid, il lavoro è sceso e adesso devo anche bloccare l’ingresso ai clienti?». Rassegnata Antonella D’Aloisio che gestisce il bar Lavori in corso a Madonna delle Piane: «Che possiamo fare? Se è legge, c’è poco da obiettare. Credo che il controllo sia giusto, ma forse si è un po’ esagerato. Senza contare che ci vuole del personale per la verifica che non abbiamo». Pasquale Del Rosario, titolare del bar del Tricalle, pensa che il vaccino sia una scelta personale: «Io sarei favorevole al green pass per partecipare a grandi eventi, non per bar e ristoranti».
FAVOREVOLI Gabriella D’Orazio, gestore del Caffè Vittoria in corso Marrucino non ha dubbi: «Il green pass è una cosa molto giusta, un’ottima opportunità per lavorare di più, perché c’è gente molto impaurita che non esce e così può sentirsi più al sicuro. Insomma è un ottimo strumento di lavoro. Se fosse per me il vaccino io lo renderei obbligatorio, perché noi italiani non ci sappiamo autogestire». Anche Federico Di Girolamo, titolare del pub Primo Tazze e Stozze di Madonna delle Piane, si dice «molto favorevole, perché ci permette di lavorare. Non credo che possa diminuire la clientela, visto che con questa modalità in tanti si troveranno costretti a fare il vaccino. E comunque quello che ci interessa è di poter lavorare in sicurezza». Favorevole anche Massimo Ponte del pub di Santa Maria Taka Tuka: «Se è l’ennesimo elemento che serve a monitorare e debellare questo virus, se serve a cercare di tenere aperte le attività, allora accettiamo il green pass. Fare gli anarchici o i ribelli è inutile».