Grotte, la funivia è ancora ferma

23 Giugno 2020

Taranta Peligna. Ultimati i lavori di ammodernamento dell’impianto ma manca ancora il collaudo

TARANTA PELIGNA. È ancora ferma al palo la funivia-cestovia che dovrebbe portare i turisti alle Grotte del Cavallone, un danno per un intero territorio che, grazie proprio alle grotte di dannunziana memoria, ha ottenuto un valido e essenziale sviluppo turistico. La possibilità, però, di premere nuovamente il pulsante “start” dell’impianto non è remota: lavori di ammodernamento eseguiti, impianto pronto e messo a lucido, il Coreneva (Comitato regionale per lo studio della neve e delle valanghe) ha espresso parere favorevole alla riapertura. Ora la palla torna all’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) per il collaudo.
La stazione di partenza della cestovia è a 763 metri sul livello del mare, l’arrivo a 1.388; 110 i cestelli impiegati, 15 minuti il tempo medio di percorrenza in uno scenario mozzafiato. Generalmente 100 sono i giorni di apertura del comparto Grotte del Cavallone intorno al quale gravitano 20-25 addetti stagionali alla cestovia e 12 alla grotta. Dal 2018 è tutto fermo.
La cestovia del Cavallone realizzata nel 1977 (inaugurata nel 1978) con fondi del ministero dell’Agricoltura per favorire gli usi civici dell’alpeggio, rischiava la chiusura definitiva a dicembre 2017 dopo quarant’anni di servizio a sostegno della fruizione turistica delle Grotte del Cavallone. Due, allora, erano le strade da seguire: o fare una proroga di un anno e ciò avrebbe causato però il rifacimento totale della cestovia, o pensare alla revisione generale dell’impianto che autorizza una vita tecnica di altri dieci anni. La strada da seguire è stata questa seconda.
I lavori, iniziati nel 2018 (1 milione di euro), sono terminati a fine luglio 2019. Da allora entra in gioco un estenuante iter burocratico con i funzionari regionali che evidenziano la necessità di approfondire la sicurezza da slavine e valanghe. I tempi si allungano, il Comune incarica un nivologo: altre relazioni, altri adempimenti. In questi giorni, con il parere favorevole del Coneva, si è fatto un importante passo avanti. Nel frattempo il Comune dovrebbe sistemare i locali di servizio all’impianto e farne l’affidamento. Necessario è avere l’organigramma dell’impianto: direttore di esercizio, caposervizio, manovratore, agenti di pedana. Tutto ciò è funzionale al collaudo dell’Ustif.
Nel passato gli sforzi per far diventare il sistema “Grotte del Cavallone” volano per l’intero territorio sono stati premiati non solo con 12mila turisti l’anno ma anche con la realizzazione di progetti congiunti con le altre Città delle Grotte. Si riuscirà a salvare la stagione 2020 o si dovrà aspettare ancora?
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