Guardiagrele perde pezzi Stop alla piccola chirurgia

16 Dicembre 2015

Mancano medici e infermieri, il direttore del reparto Di Sebastiano ferma le attività Cerulli (CittadinanzAttiva): segnale grave per tutto il sistema assistenziale teatino

CHIETI. Mancano medici e infermieri così attività ambulatoriale e piccola chirurgia vengono “momentaneamente”sospese”. La decisione presa a malincuore dal direttore della Chirurgia generale ad indirizzo oncologico del policlinico teatino, Pierluigi Di Sebastiano, si abbatte come un enorme macigno sul futuro, già scricchiolante, dell’ ospedale Santissima Immacolata di Guardiagrele. La comunicazione è arrivata ierii mattina sulla scrivania di Fernando Di Vito, responsabile della direzione medica del presidio Ortona-Guardiagrele e a Pasquale Flacco, direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti.

«Le comunico» scrive Di Sebastiano «che l’attività di ambulatorio e piccola chirurgia al Santissima Immacolata di Guardiagrele svolta a oggi dai dirigenti medici della unità di Chirurgia generale ad indirizzo oncologico da me diretta, a partire dal 15 dicembre (ieri per chi legge) sarà sospesa fino a data da destinarsi. La sospensione» spiega Di Sebastiano «è legata alla carenza di personale della unità da me diretta e che attualmente gestisce due reparti di Chirurgia, Ortona con servizio h24 e Chirurgia multidisciplinare di Chieti ha 12). Attualmente in servizio attivo al 100 per cento nella mia unità ci sono solo 5 unità alle quali si aggiungono altre due unità con prescrizioni che ne limitano il servizio e una ulteriore unità che attualmente è in congedo per malattia. Inoltre» prosegue il chirurgo nella lettera «il turno pomeridiano al Bernabeo di Ortona che prevede la presenza di due unità in servizio, per poter far fronte a una eventuale urgenza-emergenza chirurgica è attualmente coperto da una singola unità con i problemi che ne conseguono».

«Un brutto segnale. Non solo per Guardiagrele, ma per tutto il sistema sanitario teatino» sostiene Aldo Cerulli, segretario regionale di CittadinanzAttiva «la verità è che stiamo soffocondo sotto il peso della “mala gestione” della sanità pubblica. Abbiamo un governo regionale che sembra occuparsi solo “di massimi sistemi”» puntualizza con ironia «si pensa a costruire nuovi ospedali con dispendio enorme di risorse economiche quando abbiamo già strutture d’eccellenza che però vengono abbandonate. C’è una corsa continua, da parte della Asl teatina, all’acquisto di macchinari costosissimi, ma nessuno vuole rendersi conto che la grave malattia della quale soffre la sanità pubblica si chiama carenza di personale. Senza medici e infermieri gli ospdali come pure i costosi macchinari non possono funzionare. La politica deve fare uno sforzo mentale e capire che se gli organici non vengono rimpolpati si arriverà al collasso dell’assistenza sanitaria teatina. La soluzione è davanti agli occhi dei nostri politici che però preferiscono guardare altrove». Lontano dai problemi concreti della popolazione sfiancata dalle lunghe liste d’attesa, mesi e mesi per sottoporsi anche ad esami banali». La lista dei problemi che attanagliano la Asl teatina è lunga. «Il direttore Flacco aveva promesso di potenziare il servizio vaccinazioni come pure la Radioterapia, ma nulla di tutto questo è stato fatto. E per tamponare la carenza di personale non si trova altra soluzioione che chiudere gli ambulatori negando la giusta assistenza sanitaria ai cittadini». Cerulli chiude con una domanda: «Perché la Regione non ha ancora nominato un direttore generale dopo l’uscita di Zavattaro anche se la legge lo impone passati due mesi?».