Guardiagrele. Tamponi in ritardo: è scontro Dal Pozzo-Febbo
Incassa il sostegno del Pd e viene richiamato dall’assessore regionale Mauro Febbo. Ecco le reazioni arrivate all’indomani dell’annuncio del sindaco di Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, dell’esposto...
Incassa il sostegno del Pd e viene richiamato dall’assessore regionale Mauro Febbo. Ecco le reazioni arrivate all’indomani dell’annuncio del sindaco di Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, dell’esposto presentato in procura per la mancata risposta da parte della Asl e della Regione dei risultati dei tamponi effettuati sul personale dell’ospedale. «Sosteniamo con forza il sindaco», dice il segretario del Pd locale Domenico Fazio, «e rilanciamo la richiesta di ottenere tempestivamente i risultati dei tamponi effettuati, al fine di tutelare la salute degli operatori sanitari, dei pazienti e di tutti i cittadini del comprensorio. Gli attuali tempi di attesa dei tamponi non consentono infatti una gestione adeguata ed efficace della diffusione del contagio, in particolar modo nei riguardi dei lavoratori della sanità che sono chiamati a dover svolgere il proprio compito». All’assessore Febbo, invece, appare a dir poco bizzarro il comportamento del primo cittadino guardiese che, prima dell’esposto, con una ordinanza aveva chiesto perentoriamente il rispetto del termine di 24 ore per la comunicazione degli esiti dei tamponi. «Forse», sottolinea Febbo, «il sindaco ignora che quello dei tamponi è un problema ben più ampio dei confini del suo regno, perché a tutela delle persone e degli operatori sanitari è cresciuto sensibilmente il numero di test eseguiti, che manda in affanno i laboratori, con conseguente ritardo degli stessi risultati. È sotto gli occhi di tutti lo sforzo che la Regione sta compiendo per ampliare lo spettro della ricerca di positivi al coronavirus, al fine di identificare per tempo gli asintomatici e contenere al massimo i casi di contagio, anche se è comprensibile l’apprensione di chi aspetta di sapere se deve porsi in isolamento, oppure iniziare una nuova terapia». Giovanni Iannamico

