Ha il figlio a Londra «Quando rientrerà dove andrà a finire?»

VASTO. Chiusa da giorni a casa con il figlio di 7 anni, è in ansia per i tre figli che sono all’estero per motivi di lavoro. La maggiore di 38 anni è a Singapore, la figlia di 36 anni lavora a...
VASTO. Chiusa da giorni a casa con il figlio di 7 anni, è in ansia per i tre figli che sono all’estero per motivi di lavoro. La maggiore di 38 anni è a Singapore, la figlia di 36 anni lavora a Tenerife, il figlio di 25 anni è a Londra. Quest’ultimo non ha più lavoro perché l’attività ha chiuso. La Gran Bretagna lo ha invitato a lasciare il Paese ma la Farnesina ha bloccato il rimpatrio. «Sono disperata», si sfoga Anna, 67 anni, di Vasto, madre di 7 figli, 3 dei quali all’estero. «Qualcuno aiuti i giovani come mio figlio. A Londra non ha più lavoro e i soldi stanno finendo. Ha un biglietto dell’Alitalia per il ritorno a casa ma non arriva il nullaosta dalla Farnesina per il rientro. Né si sa cosa accadrà quando mio figlio scenderà a Roma dall’aereo. Chi lo porterà a Vasto o in Abruzzo? Una volta in Italia anche se sta bene dovrà osservare la quarantena, ma dove? Nessuno sa darmi una risposta. Io a casa ho un bimbo di 7 anni: non credo che sia prudente farlo avvicinare al fratello che arriva da Londra».
Il sindaco Francesco Menna ha chiesto alla Regione notizie sulle procedure, ma fino a ieri nessuno ha saputo dare risposte. In città sono diverse le persone che, come Anna, chiedono la disponibilità degli alberghi. «Gli hotel sono chiusi», dice la donna. «Ho trovato un B&B ma occorrono 65 euro a notte. La cifra moltiplicata per 14 giorni è una somma che chi ha perso il lavoro per colpa del coronavirus non può certo permettersi. Il Comune non può farsene carico. Faccio appello ai nostri parlamentari e a tutti i politici del territorio. Aiutate tante persone come me ad evitare un dramma nel dramma. Il rientro dei nostri figli, costretti ad emigrare per lavoro, va disciplinato». (p.c.)
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