Ha il tumore ma l’esame è fra due anni

8 Luglio 2016

Va al Cup per un’eco di controllo da fare entro ottobre: le propongono il privato perché in ospedale c’è posto nel 2018

VASTO. Operata anni fa per un tumore al seno scopre di averne un altro all’utero. Un tac addominale rivela anche problemi al fegato. Va al Centro unico di prenotazione per prenotare un eco-addominale richiesta dal medico curante e le dicono che deve aspettare ottobre 2018. «È allucinante. Da un anno e mezzo sono provata psicologicamente più per queste situazioni che per il cancro di per sè», si sfoga E.P., 40 anni, protagonista dell’odissea sanitaria. «Ogni esame da fare è un’impresa. Questa volta, però, siamo arrivati all’assurdo. Sono diversi i reparti richiedenti, senologia, oncologia, radioterapia. Da impazzire ogni volta che devi prenotare», racconta E.P., «lo specialista richiede l’esame per una visita di controllo a sei mesi e il Cup la fissa a due anni. Ho il codice 048, cioè malata oncologica. Mi avevano proposto di farlo in una struttura privata e convenzionata a Chieti. Ma se per ogni esame devo fare 200 chilometri, fra andata e ritorno, ci vorrebbe un patrimonio. Oltre tutto, non ho reddito. Essere curati è un diritto. Sono malata di cancro, non di bronchite o altro. Sono anni di continui controlli e spesso sopraggiungono complicazioni. I malati non possono essere trattati così», si sfoga la donna.

La paziente oncologica aveva chiesto allo sportello la prenotazione per una eco addominale completa, necessaria per il controllo oncologico semestrale da svolgere entro ottobre 2016. L’addetto allo sportello ha proposto alla donna un appuntamento per il 13 luglio nella casa di cura privata convenzionata Villa Pini a Chieti. L’alternativa è il San Pio di Vasto, ma solo per il 15 ottobre 2018. «Io ho bisogno del referto entro ottobre: è normale che mi venga fissato l’esame fra due anni?», chiede la donna, decisa rivolgersi al ministero della Sanità. L’imbarazzo dello sportellista racconta l’assurdità della situazione.

Una eco addominale completa in un struttura privata costa circa 70 euro, a cui va sommato il costo per raggiungere la struttura (circa 40 euro). Spesso il malato è debilitato e fa fatica a sopportare le trasferte. Per un malato oncologico i controlli dovrebbero essere semestrali. Ogni esame è piuttosto costoso. «Un malato di cancro merita rispetto per il male che sta combattendo. Così mettono a dura prova lo stato psicologico già decisamente provato. Senza contare che senza controlli non si può avviare neppure un percorso adeguato di cura. La crisi è diventata un alibi. Salvare una vita umana dovrebbe essere una priorità. Una tonsillite può attendere, ma il cancro non aspetta i tempi della Asl vastese», conclude amaramente E.P.

©RIPRODUZIONE RISERVATA