«Hanno i coltelli»: botte e paura nel cuore di Chieti

24 Agosto 2026

Volano calci, pugni e oggetti tra due gruppi di ragazzi sul Corso Marrucino. La violenza in un video, una testimone: «Mi viene da piangere»

CHIETI. «Ma sono impazziti?». È il commento incredulo di uno dei giovanissimi che assistono alla violenta rissa scoppiata nella notte nel cuore di Chieti. Lo scontro tra gruppi di ragazzi avviene lungo corso Marrucino, davanti alla chiesa di San Domenico al Corso di fronte a piazza Vico dove la serata musicale era iniziata da poco. Tutto si consuma in pochissimi minuti, tra corse, urla e lanci di oggetti, mentre la zona è ancora affollata per la serata del sabato. A raccontare quei momenti c’è un video di poco più di un minuto girato da una ragazza rimasta a distanza. Il telefono segue quello che accade davanti a lei, le immagini si muovono e le voci degli amici si sovrappongono. «Eccoli che arrivano», si sente ancora.

Poi il tono cambia. «Ho paura», dice la giovane che sta filmando. Qualche secondo più tardi la voce si spezza: «Mi viene da piangere». Nel frattempo lo scontro continua. Si distinguono diversi ragazzi che si spostano da una parte all’altra di corso Marrucino. A un certo punto uno di loro afferra un grosso vaso con dentro una pianta, lo solleva e lo scaglia verso il gruppo che ha davanti. Potrebbe trattarsi di uno degli arredi esterni presenti nella zona dei locali, anche se dalle immagini non è possibile stabilirne con certezza la provenienza. Poi un’altra frase catturata dal telefonino aumenta la tensione: «Eccoli, hanno i coltelli», grida da uno dei ragazzi che assiste alla scena. Dal filmato, tuttavia, non è possibile verificare se qualcuno impugni effettivamente un’arma. Anche questo sarà uno degli aspetti da chiarire nel corso degli accertamenti.

Tutto avviene molto rapidamente. A chiamare la polizia è Andrea Belfatto, titolare del Bon Bon Bar di piazza Vico, dove era stata organizzata una serata con musica e intrattenimento. Quando gli agenti arrivano sul posto, però, i protagonisti della rissa si sono già dileguati. Sull’episodio indaga ora la polizia di Chieti. Al vaglio ci sono proprio il video girato dalla ragazza e le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo corso Marrucino e nella zona di piazza Vico. Filmati che potrebbero aiutare gli investigatori a a individuare i giovani coinvolti. Il giorno dopo Belfatto è ancora molto amareggiato. Racconta di aver percepito qualcosa di insolito già prima che la situazione degenerasse. «Avevo avuto il sentore che potesse succedere qualcosa perché avevo notato alcuni gruppi di persone che non avevo mai visto prima».

Una sensazione, niente di più in quel momento. Poi, in pochi minuti, la situazione precipita davanti a San Domenico. Belfatto chiama la polizia e, dopo quanto accaduto, decide di interrompere la serata, cominciata appena un’ora prima. Il titolare tiene soprattutto a separare nettamente la rissa dall’attività del Bon Bon: «Queste persone non sono mai entrate nel mio locale, non le avevamo mai viste prima e quello che è accaduto è successo ben lontano da noi».

La sospensione della serata comporta anche un danno economico per l’attività, tra costi di organizzazione, personale e un appuntamento terminato praticamente sul nascere. Il titolare riferisce anche ciò che avrebbe appreso nelle ore successive sulla possibile origine della rissa. «Da quello che so io, lo scontro sarebbe avvenuto tra alcuni ragazzi di Manoppello e dei ragazzi nordafricani. Da quello che mi è stato riferito, sono stati i primi ad aggredire gli altri». Alcuni testimoni parlano di un giovane del gruppo che ha iniziato a colpire altri ragazzi in piazza senza alcun motivo scatenante. Si tratta di una ricostruzione indiretta, che dovrà trovare riscontro nelle indagini.

La rissa arriva dopo altri episodi che negli ultimi mesi hanno interessato il centro storico, in particolare la zona della Trinità, dove tra maggio e luglio si erano verificati scontri tra giovani che avevano già riportato l’attenzione sulla sicurezza nelle ore della movida. Questa volta il teatro della violenza è stato il tratto più centrale di corso Marrucino lasciando alle videocamere e ai telefoni dei ragazzi le immagini sulle quali ora lavorano gli investigatori.

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