Maiella, 16 interventi in tre mesi: super lavoro del Soccorso alpino

24 Agosto 2026

Il presidente Perilli: «Manca l’abitudine alla montagna, anche un percorso facile nasconde insidie. Capita di trovare persone senza acqua sufficiente e priva di abbigliamento adeguato all’ambiente»

CHIETI. Sedici interventi in meno di tre mesi, dieci dei quali con la partecipazione dell’elisoccorso. Sulla Maiella l’estate 2026 resta sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno, ma il lavoro del Soccorso alpino conferma quanto preparazione e attrezzatura adeguate siano decisive anche lungo itinerari apparentemente semplici. Dal primo giugno il Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico ha effettuato 16 interventi sull’intero massiccio, senza una zona particolarmente più interessata delle altre. Tra le cause comunicate figurano sei infortuni, quattro perdite di sentiero, tre malori e due mancati rientri. In dieci occasioni è intervenuto anche l’elisoccorso. Nello stesso periodo del 2025 gli interventi erano stati 15: cinque per infortunio, sei per malore, tre per perdita del sentiero e uno per il morso di un animale.

«Sulla Maiella siamo sostanzialmente in linea con lo scorso anno», spiega Daniele Perilli, presidente del Soccorso alpino e speleologico Abruzzo. Diverso il quadro regionale: «Se consideriamo l’intero Abruzzo gli interventi sono aumentati rispetto al 2025. In questo periodo ci sono giornate in cui arriviamo anche a due o tre soccorsi». A incidere è anche la forte frequentazione delle montagne abruzzesi. «Vediamo tanta gente poco attrezzata e senza una preparazione adeguata», sottolinea Perilli. «Manca spesso l’abitudine alla montagna. Anche un sentiero facile può nascondere insidie: basta una scivolata in discesa, una distorsione alla caviglia, per non riuscire più a proseguire». Tra i problemi dell’estate ci sono inoltre le alte temperature e la disidratazione. «Capita di trovare persone che partono senza acqua sufficiente», continua Perilli. A questo si aggiungono i temporali pomeridiani, che in quota possono arrivare rapidamente e sorprendere chi parte tardi o sottovaluta i tempi dell’itinerario.

Nonostante l’aumento degli interventi a livello regionale, Perilli invita però a leggere i numeri anche alla luce della quantità di persone presenti sui sentieri. «Vista la frequentazione, gli incidenti sono anche pochi rispetto a quello che potrebbe accadere». Il 2025 si era chiuso in Abruzzo con 609 interventi, 611 persone soccorse e 22 decessi. Numeri che confermano quanto le situazioni più comuni, dalle cadute ai malori fino alla perdita dell’orientamento, possano diventare complesse quando si verificano lontano dalle strade e in ambienti difficili da raggiungere. Sulla Maiella il tema della sicurezza si intreccia anche con quello dei rifugi e dei bivacchi, tornati nelle scorse settimane al centro dell’attenzione: dai danneggiamenti al Manzini ai lavori per il nuovo Pelino sul Monte Amaro, fino al recupero del Martellese.

Punti di appoggio importanti, soprattutto sugli itinerari più lunghi, ma che non sostituiscono preparazione ed esperienza. Il messaggio del Soccorso alpino resta dunque quello della prevenzione. Scarpe adatte, acqua, abbigliamento per eventuali cambiamenti del tempo, controllo delle previsioni e soprattutto scelta di itinerari compatibili con la propria esperienza. «Perché», ricorda Perilli, «la montagna può essere frequentata da tutti, ma non può essere affrontata come se non avesse regole».

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