«Ho la cintura con l’esplosivo» Ma dentro solo stracci e riso

2 Ottobre 2016

LANCIANO. Due coltelli tra le mani, una cintura fatta di stracci con sacchetti che aveva assicurato essere pieni di tritolo e che invece contenevano riso. Urla farneticanti. Tagli che si era fatto...

LANCIANO. Due coltelli tra le mani, una cintura fatta di stracci con sacchetti che aveva assicurato essere pieni di tritolo e che invece contenevano riso. Urla farneticanti. Tagli che si era fatto sulle braccia in preparazione di un rito forse di purificazione. Queste le condizioni in cui i carabinieri di Torino di Sangro e Fossacesia hanno fermato Jaw Tabiri Isaac, 28 anni, profugo ghanese che da ieri mattina è nel carcere di Villa Stanazzo accusato di tentato omicidio, lesioni e resistenza a pubblici ufficiali, danneggiamento aggravato, porto abusivo di armi e minacce. L’uomo è stato dimesso dall’ospedale di Chieti dove era ricoverato perché ferito alla gamba destra, a causa di due proiettili sparati da un carabiniere della compagnia di Ortona dopo che aveva attaccato gli automobilisti sulla statale 16, distrutto tre auto dei carabinieri e che aveva cercato di sparare a un militare dopo averne preso la pistola di ordinanza. Dall’ospedale è finito direttamente in carcere e domani mattina ci sarà la convalida dell’arresto.

Un folle, una persona che da giorni manifestava segni di squilibrio mentale. Così lo descrivono nel Centro di Torino di Sangro dove era ospitato e chi lo ha visto camminare in mezzo alla statale mentre urlava e brandiva due coltelli minacciando gli automobilisti. Jaw Tabiri Isaac, come ricostruito dal procuratore facente funzione Rosaria Vecchi (nella foto) che ha coordinato le indagini condotte prima dai carabinieri del comando provinciale di Chieti, e poi dai carabinieri della polizia giudiziaria della Procura, venerdì mattina prima litiga con alcuni connazionali nel centro profughi, li minaccia con i coltelli e avvisa che ha una cintura piena di esplosivo. Poi va sulla statale 16 Adriatica. Qui camminando al centro della strada minaccia gli automobilisti. È una furia e armato. Così i cittadini chiamano i carabinieri che arrivano subito da Fossacesia e Torino si Sangro. I militari cercano di fermare l’uomo e chiamano una pattuglia della polizia municipale per la viabilità: arriva allora il comandante facente funzione della polizia municipale di Fossacesia, Fiorenzo Laudadio. Il ghanese è in via Piane, nella zona della stazione nuova della Marina. I carabinieri lo raggiungono, cercano di disarmarlo, di togliergli i coltelli dalle mani. Lui risponde scagliando pietre e massi contro le auto dei militari. Ne distrugge tre. Dopo essersi fatto dei tagli col coltello sulle braccia e detto di avere una cintura con dell’esplosivo si scaglia contro i carabinieri. Un militare ingaggia una colluttazione per disarmarlo ma gli cade la pistola dalla fondina. La prende il ghanese. Attimi di terrore. Un carabiniere spara due colpi in aria per fargli poggiare l’arma, subito dopo sparano alle gambe dell’extracomunitario. Due proiettili, due fori. Ma uno dei colpi in uscita, dopo essere rimbalzato sul parabrezza dell’auto di servizio, ferisce alla gola Laudadio. Solo dopo l’arresto si scopre che la cintura era di stracci e riso, ma i coltelli erano veri. (t.d.r.)

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