«Ho preso soldi, ma non erano tangenti»

Il sindaco di Casacanditella accusato di corruzione si difende: i fondi servivano per beneficenza e per fare del bene al paese
CASACANDITELLA. Ha confermato di avere preso somme di denaro ma ha assicurato che non erano tangenti per addomesticare le gare d’appalto bandite dall’Unione dei Comuni delle Colline teatine. «Soldi destinati alla beneficenza e al bene del mio paese, dove la gente mi considera una persona buona», così ha detto Giuseppe D’Angelo, sindaco di Casacanditella da mercoledì scorso agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. Ieri, D’Angelo è stato interrogato dal gip di Avezzano Francesca Proietti: il sindaco non è rimasto in silenzio, ha risposto alle domande e si è difeso. Ha detto che è estraneo alle accuse e ha ribattuto punto su punto alle contestazioni mosse dagli investigatori della squadra mobile dell’Aquila e ai magistrati della procura di Avezzano.
Secondo l’accusa, D’Angelo avrebbe turbato una gara bandita dall’Unione dei Comuni delle Colline teatine, di cui Casacanditella è ente capofila, e a più riprese avrebbe ricevuto denaro, per complessivi 10.400 euro, mascherati in almeno tre forme: acquisto di biglietti della lotteria, opere di beneficenza e copertura di debiti contratti per le feste patronali. A consegnargli i soldi per falsare l’appalto da 1,2 milioni di euro per il consolidamento di una frana in località Colle Grande a San Martino sulla Marrucina sarebbero stati l’imprenditore di Penne Sergio Giancaterino e il suo braccio destro Antonio Ruggeri, di Pescina, entrambi ai domiciliari. Domani verranno interrogati proprio Giancaterino e Ruggeri. In un’intercettazione tra i due si parla di presunte dazioni a D’Angelo: «Io gli ho dato parecchie volte al sindaco, gli ho dato 10 mila euro al sindaco, quello là, Giuseppe, mi aveva promesso un po’ di lavori che non mi ha dato... però quello mi sembra serio a me». E lo stesso sindaco, riflettendo a voce alta durante una telefonata, dice: «Fammi vedere quanti soldi manda questo... quando prima mo mi arrestano a me».
L’indagine ruota intorno a due zone diverse d’Abruzzo: i paesi del Chietino – Casacanditella, da cui si sarebbe dipanata «una fitta rete di relazioni con pubblici amministratori della zona e imprenditori che sono soliti operare in provincia», e San Martino sulla Marrucina con il sindaco Luciano Giammarino indagato – e la Marsica. Ieri per oltre un’ora ha risposto alle domande degli inquirenti, chiarendo la propria posizione e respingendo con fermezza ogni accusa, anche l’amministratore delegato dimissionario del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam), anche l’ingegnere Giuseppe Venturini. Ma Se Venturini si è dimesso, il sindaco D’Angelo ha scelto di fare il contrario e restare in sella: finora, non si è dimesso e ha deciso di andare avanti. In municipio non sono arrivate comunicazioni e la giunta, formata da D’Angelo e da due, assessori Eleonora Firmani e Nada Cavallucci, resta in carica. D’Angelo, già sindaco tra il 2011 e il 2016, era stato rieletto alle elezioni del 5 giugno dell’anno scorso con la lista civica Ricominciamo: aveva preso 515 voti (55,37%) battendo lo sfidante Fabrizio Antonucci (415 voti, 44,62%). In assenza del sindaco le funzioni di capo dell’amministrazione sono passate a Firmani che è anche vicesindaco. (p.l.)

