«Ho rischiato di trovarmi i ladri davanti»
Attimi drammatici, parla la titolare: si è precipitata sul posto mentre la gang era ancora dentro
SAN SALVO. «Io e mio padre abbiamo rischiato grosso. Ora che me ne rendo conto mi vengono i brividi». Serena Lombardi, la titolare del capannone di liquori svuotato giovedì notte da una banda di ben undici ladri, racconta l’accaduto con comprensibile sgomento. «Una settimana fa avevano provato ad entrare ma erano riusciti solo a tagliare tutte le utenze. La scorsa notte, quando è scattato l’allarme, io e papà insieme a una guardia giurata abbiamo subito raggiunto il magazzino», racconta la donna, «pensavamo che si trattasse di qualche ladro, non potevamo immaginare che in realtà fosse una banda così numerosa. Erano ancora la, ma questo lo abbiamo scoperto solo più tardi. Io sono rimasta fuori dal capannone e in auto ho fatto il giro del magazzino mentre mio padre è entrato dentro».
Franco Lombardi ha rischiato di trovarsi faccia a faccia con otto malviventi. «Tremo al pensiero di quello che sarebbe potuto accadere», dice l’imprenditrice. Altri tre, all’esterno, hanno tenuto d’occhio i movimenti della figlia seguendola con un auto. «Dall’esterno non ho notato nulla di strano. Ho raggiunto anche la pineta che è completamente al buio», ricorda Serena Lombardi. La gang ha impiegato una manciata di minuti per finire a caricare la refurtiva e scappare. «Quando mio padre ha raggiunto l’area presa di mira dai ladri, loro erano già andati via», continua la donna, «dagli scaffali mancavano centinaia di bottiglie di vino e liquori. Hanno caricato tutto su un nostro camion. Oltre al bottino c’è il danno». Si stima che il colpo abbia fruttato centomila euro.
Tanta la preoccupazione a Piana Sant’Angelo. L’azienda Lombardi ha clienti in tutto il Vastese e anche in Molise. «È un’esperienza scioccante. Posso essere contenta di esserne uscita indenne, ma quello che è accaduto è davvero grave. Confido nei carabinieri e nella magistratura, sperando che dalle immagini della videosorveglianza emergano particolari utili agli investigatori». (p.c.)
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